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Sunday, September 24, 2017

INTERNET-ENGLISH-TRAVEL = we are so damn lucky

(versione italiana sotto)


[EN]
Guys! we are so damn lucky!
If you have a roof above your head, food everyday, clean water and
some money in your pocket, you already have to consider yourself pretty lucky.
Even more if you are part of the young generation and you have access to the Internet.


That is what I am talking about:

We have some very powerful tools in our hands
and we should not take them for granted!
Those super tools are:
Internet, English and the possibility to move in the world more easier than before.

It has never been so easy like nowadays to move in the World and to communicate with other people.
The young generation has this great luck and chance at its disposal. 

The main reasons are, in my opinion, Internet, the globalization, Europe (in my case), and English as a common language.
I was born in 1990.
We have been part of the first "Erasmus Programme generation", moving abroad to study, getting in touch with other young people from different coutries, expanding our horizons and possibilities, which means also being in contact with other cultures.

I'll go a litte into details of these three blessings we have, before telling you my final conclusion:

INTERNET
In Internet there is everything.
It's a huge source of learning: you can learn pretty much everything through Internet, find things and people, answer questions, get in touch with persons on the other side of the globe. It's a pretty free platform for self marketing and publicity too. It's a way to communicate with a very large number of people and it is potentially possible to reach a super wide audience.
Attention: as many good things, it has a darkside: Internet can be a supertool if you can use it correctly. But if you end up procrastinating on Youtube watching kitties or if you don't pay attention at the sources of information, it can become of course a big limit for your personal growth :P

ENGLISHit's our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.

MOVE
Nowadays it is cheaper to travel, easier to book a plane ticket (or bus! or high speed train! or car sharing!) and go somewhere far away from our hometown. Just think about it and realize how difficult and rare it was for our grandparents to move!
In Europe it is even easier, because we don't need any visa to cross the borders and we have the same currency!
Many times, while travelling abroad and meeting other boys and girls like me, I felt a sense of belonging to the same huge young generation of globalization.
When I was in Toronto I felt this even more. Toronto is the most multicultural city in the World! Everyone you meet there is actually from Toronto, but everyone with his own personal and different backgroud.
Many times it felt weird to ask people: “Where are you from?” It's sometimes nonsense and not enough anymore. A good question could be: “What's your background?” or “Where are you local?” (as a very interesting Ted talk by Taiye Selasi suggested).

CONCLUSION
SO this post is basically to remind myself and everyone else
that we are so lucky, we should not take all this for granted, but we should think about how we can use this in the best constructive way.



 

(Note, I am European and I talk especially about Europe, because that is my personal experience. But if there is some reader out there from other part of our planet, I would be glad to hear their opinion about this).

__________________________________________________________________________________

[IT]
(even if you are Italian.... why don't make an effort and just practice your English? :P)


Spesso mi fermo a pensare che la mia generazione è molto fortunata, si trova in un momento interessante e vive in un'epoca meravigliosa: abbiamo una potenzialità immesa e di questo oggi voglio parlare.

Siamo d'accordo che ci troviamo nella fetta fortunata del pianeta, anche solo perché abbiamo cibo tutti i giorni, acqua pulita e un tetto sopra la testa.
Oggi qui vi voglio dire perché secondo me siamo ancora più fortunati, specialmente se facciamo parte della generazione giovane (diciamo under trenta, dai!)

Sto parlando in particolare di tre super poteri che abbiamo oggigiorno: Internet, la lingua inglese come idioma comune e la possibilità di viaggiare più facilmente di prima.

Non è mai stato facile come oggi muoversi e comunicare.

Specialmente le giovani generazioni hanno in mano queste grandi chances e opportunità.
I principali punti su cui mi voglio concentrare sono internet, la globalizzazione, l'Europa e l'inglese.

La mia generazione è stata una delle prime generazioni Erasmus e ha avuto la grande fortuna di trascorrere un periodo più o meno lungo all'estero, conoscere altri giovani di altre nazioni, espandere i propri orizzonti e le proprie possibilità e entrare un contatto diretto con altre culture.

Entro nel dettaglio dei singoli punti e poi vi esongo la mia conclusione:


Considerate i seguenti punti:
- siamo stati la prima generazione Erasmus
- costi viaggi proporzionalmente più affordabili
- lingua comune inglese
- internet, comunicazione senza limiti!
INTERNET
In internet c'è tutto. Internet è un'immensa fonte di apprendimento, se si sa dove cercare. Con questo potente mezzo, che oggi abbiamo praticamente tutti e praticamente a costo zero, possiamo imparare qualsiasi cosa, trovare cose e persone, trovare risposte, essere in contatto con persone dall'altro lato del globo. E' addirittura possibile usarlo come piattaforma per auto pubblicizzarsi. Si può comunicare con una fetta molto grande di persone ed è potenzialmente possibile raggiungere un grande numero di utenti.
Attenzione però: come ogni buona cosa, ha un lato oscuro. Infatti Internet è un super aggeggio se lo si sa usare correttamente. Per fare questo bisogna per esempio controllare le fonti che si usano e non procrastinare in mille modi su Youtube o altrove.


ENGLISH( questa non la traduco per principio)
It is our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.

Muoversi/viaggiare
Ormai viaggiare costa relativamente poco, soprattutto se paragonato all'epoca dei nostri nonni. E' assai più facile prenotare un volo, un pullman, un treno o anche un passaggio in macchina (car-pooling o sharing).
In Europa è ancora più facile e dobbiamo renderci conto della fortuna che abbiamo di poter attraversare i confini senza nemmeno accorgercene, senza bisogno di visti, permessi o di cambiare moneta!

Molte volte, viaggiando all'estero e incontrando altri ragazzi e ragazze come me, ho sentito un senso di appartenenza a questa grande generazione della globalizzazione. E' una sensazione estremamente bella, che mi dà un sacco di speranza nel futuro.
Quando mi trovavo a Toronto ho sentito qualcosa di molto simile.
Toronto è la città più multiculturale al mondo! Ogni persona che incontravo era effettivamente di Toronto, ma ognuno aveva un personale e diverso background.
Molte volte sembrava strano chiedere "Where are you from?" e in effetti talvolta è una domanda senza senso oppure non è abbastanza. E' proprio in quella metropoli che ho imparato invece a chiedere "What's your background?", che trovo una domanda geniale.
Per approfondire questo argomento molto interessante (e a mio parere sempre più attuale) consiglio il bellissimo Ted talk
“Where are you local?” (clicca qui per il TED talk di Taiye Selasi).

CONCLUSIONI
Questo post di oggi serve essenzialmente come reminder per me, ma anche per tutti voi, per ricordare quanto siamo fortunati e anche che non dobbiamo dare tutto questo per scontato, ma anzi trovare il miglior modo per sfruttare questa condizione in un modo costruttivo.

 

(Nota finale, anche se mi pare ovvia. In quanto italiana e europea, io parlo della mia esperienza in questo continente e nella mia fortunata condizione. Parlo della mia esperienza personale, ma so bene che altrove questa stessa generazione può viverla diversamente. Sarebbe anzi interessante sentire il parere di qualcun altro che si trova per esempio in un altro continente o emisfero).

Monday, August 21, 2017

La SOLITUDINE dei freelancers

Essere freelance significa non avere un datore di lavoro, ma fare da sè. Significa essere un libero professionista che si autogestisce tutto quanto e cerca dei clienti per cui lavorare.
E' un modo di lavorare molto autonomo che offre grandi libertà, ma che allo stesso tempo richiede estrema organizzazione e intraprendenza.


Ho deciso di lanciarmi in questo mondo appena finita la mia formazione e qui cercherò di spiegare quello che ho imparato (e sto ancora imparando) e di descriverne i pro e i contro. Ovviamente mi riferisco al mio campo ( nel senso più ampio: animazione, video making, illustrazione), ma cercherò di comprendere anche aspetti generali che possono essere applicati a tutti i freelancer.



In quanto freelance dovrai essere un tuttofare!
This is a one-man-show, baby!
Sarai il tuo capo, l'operaio, il contabile, il responsabile del marketing e delle relazioni col pubblico,  il tuo agente, ...tutto!

Come si può dedurre da questo blog estremamente maniacale e fatto di liste, sono una persona piuttosto organizzata con una lieve mania al controllo :P
Questo mi rende sicuramente la vita da freelance più facile.

PRO
- lavorare da casa
  ossia, in pigiama, senza perdere ore nel traffico

- più in generale, avere una flessibilità quasi illimitata riguardo spazio e tempo:
   puoi decidere di lavorare al mare, dalla cantina, dal Polo nord, di notte o all'alba o di domenica. L'importante è fare le cose bene entro la deadline stabilita, tutto il resto delle variabili che gravitano attorno puoi gestirle come vuoi.
- possibilità di scegliere i propri clienti e lavori
  all'inizio probabilmente accetteremo qualsiasi tipo di lavoro per poter ingranare, ma col tempo emergerà questo lato positivo della vita da freelancer: non dover accettare un lavoro assegnato dal capo, ma cercare/accettare i progetti che ci stimolano, che rientrano "nei nostri schemi", che ci piacciono! Inoltre è possibile anche scegliere la propria tariffa oraria, siccome siamo noi a emettere i nostri preventivi. (vedi come fare un preventivo e come fare una fattura)
Insieme a questo punto aggiungerei anche che i lavori che si fanno sono più "personali", rispecchiano il proprio stile, possono tranquillamente andare a rimpolpare il portfolio e sono lavori decisamente più "artistici".

- lavorare all'estero, dall'estero, per l'estero
  questo è per me un punto a favore a priori di questo tipo di approcio al lavoro, che mi permette di lavorare con più paesi contemporaneamente (e pagare le tasse in uno solo).


CONTRO
- è difficile tutta questa organizzazione per chi tende alla procrastinazione o ha bisogno di essere spronato, ispirato, o avvertito delle imminenti deadlines.
- lo stesso "pro" dell'essere a casa propria si può facilmente tramutare in un "contro" se siete propensi a distrarvi col gatto, surfando iternet, dormendo eccessivamente al mattino e aprendo il frigo. Diciamocelo, la propria casa non è esattamente un posto buono per concentrarsi.
Inoltre lavorare, vivere, dormire e mangiare tra 4 mura a volte si rivela un tantino TROPPO.
- Limiti di attrezzatura
   Non essere in uno studio/ufficio comporta limiti di attrezzatura, spazio, tecnologia. In uno studio ti viene fornita una bella postazione, una sedia adatta al tuo lavoro, un PC, tutti i softwares che ti servono, una postazione come si deve, e altri "lussi" extra come per esempio una fotocopiatrice o un server potentissimo per backuppare tutto quanto... Come freelance, invece, tu crei la tua postazione in un angolino del tuo soggiorno o della tua camera, cerchi una sedia che non ti distrugga la schiena e compri tutta l'attrezzatura. Come freelance tu pagherai per tutto questo e ne sarai responsabile. Se il computer muore vicino a una consegna, tu ne sei responsabile e devi risolvere al più presto il problema.
Questo è forse per me il punto più rilevante. Innanzitutto perché sono estremamente nomade e mi è difficile avere una postazione decente, in secondo luogo perché mi è già successo di avere problemi tecnici e di dover sistemare la faccenda al più presto con le mie sole forze.
- Asocialità
  Il fatto di non dovere uscire la mattina e aspettare alla fermata, prendere un bus, camminare per la città, prendere ascensori, interagire con segretarie e colleghi... porterà facilmente a passare alcune giornate interamente chiusi in casa e da soli. E a non incontrare esseri umani a volte per giornate intere. Questo è un po' alienante e, secondo me, non esattamente salutare.
- Feedbacks
   altro punto piuttosto cruciale per me: in un lavoro artistico (forse anche in altri!) c'è bisogno di un feedback esterno riguardo al progetto su cui stai lavorando. Dopo ore, giorni, settimane che si suda su un progetto, si perde un po' oggettività ed è difficile valutare lucidamente come si sta procedendo. Un opinione di una persona esterna è sempre un bene e da freelancer nomade è una delle cose che mi manca di più in assoluto.
Per fortuna ci sono internet, skype e animatori gentili disponibili, ma a volte non bastano. Avere un buon amico che sa di cosa stai parlando e che ha un buon gusto e competenza è, in questi casi, essenziale.
-
movimento
last but not least: sembra banale, ma per tante persone in questo mondo il viaggio casa-ufficio è l'unico movimento fisico che si fa. Un po' di bici, un po' di scale, un po' di corridoi... E' importante non diventare un freelancer couch potato e integrare nella propria routine del movimento fisico, dello sport. Questo si può combinare con la "cura all'asocilità", trovando anche contatti sociali esterni, ma mi dilungherò più sotto a riguardo.


In conclusione
Per essere freelancer sani bisogna
, come in ogni cosa, saper trovare il nostro personale e giusto equilibrio che non ci fa diventare matti e che ci permette di vivere (non solo sopravvivere!).
Forse non tutti siamo nati per essere freelancer, perché bisogna essere piuttosto intraprendenti, organizzati e flessibili, ma tutto si può imparare (e io imparo ogni giorno un nuovo pezzetto)!

Idee, trucchetti, consigli
(il solito miscellaneous finale)
- I classici coworking sono studi dove tanti freelancers solitari si mettono insieme e condividono uno spazio. Ognuno lavora per i fatti suoi, ma in un ambiente più sociale e con l'impressione di avere colleghi!
Questo è bene per diversi motivi. Crea interazione sociale, ti fa uscire di casa, offre tanti feedbacks in un raggio d'azione piuttosto limitato e crea anche social commitments, cioè l'impressione di dover rendere conto ad altri del proprio lavoro e della propria produttività.
- Creare una routine nella non routine
 
Come freelancer sembra non avere una routine, perché non si hanno orari da rispettare, meetings, pause pranzo, ponti e weekend di vacanza. E' però bene crearsi una propria personale routine di vita e lavoro, in modo da non farsi divorare dal lavoro.
- Per questo fine è utile cercare nel mondo esterno alcune attività, gruppi per fare altre cose non lavorative, come hobbies o sports. Con uno sport oltre al problema sociale risolviamo anche quello del movimento, accennato poco sopra!
In ultimo,  è bene cercare di prendere parte a eventi legati al nostro campo. Nel mio caso per esempio sono importantissimi i festivals di animazione. Servono per non estraniarsi dal proprio mondo lavorativo, servono per restare aggiornati e connessi e per fare networking e ampliare il proprio mercato (vedi post dedicato sugli eventi di animazione).

Sunday, June 25, 2017

palla come sedia - exercize ball as a chair

In molti studi e scuole in giro per il mondo ho visto usare una di quelle palle da palestra/ginnastica/fitness come sedia, da parte degli animatori, che devono stare molte ore davanti al PC.

Mi ha incuriosito subito e l'ho anche trovata molto comoda e geniale.

Siccome per ora conduco una vita estremamente nomade, mi è impossibile comprarmi una postazione fissa degna di tale nome (un tavolo decente, una sedia decente, uno schermo decente, un' illuminazione decente...) e quindi ogni volta cerco di adattarmi al meglio alla situazione.
Col tempo ho capito quanto fosse importante per noi e il nostro lavoro, cercare di lavorare al meglio. E più si invecchia, più si sente!

Ho deciso di comprare questa palla, perché sgonfiata e impacchettata occupa pochi cm quadrati e posso portarmela in capo al mondo.

Come immaginavo il suo utilizzo (regolare) non fa che bene.

Ecco le mie opinioni:

- Innanzitutto se, come me, avete la pessima abitudine di avere brutte posizioni rannicchiate sulla sedia, o semplicemente se tenete le gambe accavallate, questa è la soluzione perfetta.

Con la palla è impossibile tenere quelle posizioni, perché si perde stabilità ed equilibrio. Il modo perfetto per stare in equilibrio è con entrambi i piedi poggiati a terra ed è la posizione migliore per la nostra schiena.

- Forse perché sono magra e ossuta, mi ha sempre fatto male stare seduta per ore su una sedia, ho provato mille cuscini, ma non c'era niente da fare, mi venivano addirittura dei piccoli lividi. La palla è morbida e non dà questo problema.




- Forse penserete che una palla così occupa un sacco di spazio in casa e il "dove la metto" salterà fuori in un batter d'occhio.
Lo temevo anche io, ma ora che vivo in un monolocale minuscolo, mi rendo conto che con pochi stratagemmi non disturba affatto. Di giorno la uso, è sempre vicina alla mia scrivania. Quando non è in uso e serve spazio (per pulire, per fare cose, per ricevere ospiti, per vivere, per danzare !?), il suo posto è senz'altro sul letto. Incastrata nell'angolo.
Si può anche "nascondere" in bagno o in un armadio molto capiente, se lo avete.
Inoltre, ovviamente, si gonfia e si sgonfia molto velocemente.


- Un altro lato positivo è che nessun gatto vi può rubare la sedia appena vi alzate per una tazza di tè ;)


NOTA: bisogna fare attenzione alla misura di palla che si compra, in modo che sia ad un'altezza giusta per lavorare al tavolo.
Non ricordo la misura precisa della mia, ma avevo trovato una tabella per capire quale fosse la più adatta alla mia altezza. Su amazon costano tra i 10 e i 20 euro.
Idealmente, su una sedia normale, le gambe devono essere piegate a 90° e anche le gomita dovrebbero essere comodamente piegate e permettere ai polsi e alle mani di appoggiarsi sul tavolo. (attenzione alle gomita, le borsiti sono troppo comuni nel nostro mestiere!)

Lo schermo dovrebbe essere in alto all'altezza degli occhi, per permettere alla testa e al collo di non curvarsi.
In una sedia ergonomica, la posizione delle gambe cambia ed è inclinata, perché si appoggiano e questo permette una più facile e comoda posizione del bacino. Essendo il bacino nella corretta posizione, è impossibile inarcuare la schiena.





 

Come al solito ho uan perfetto TED talk per l'occasione:
https://www.youtube.com/watch?v=k1luKAS_Xcg


Un'altra meraviglia, che vorrei tantissimo provare e eventualmente comprare, è la scrivania che si alza e che permette di lavorare anche da in piedi, ma quella me la riservo per quando avrò una fissa dimora!
Se qualcuno però avesse esperienza diretta e opinioni, fatemele sapere!!


Tuesday, February 7, 2017

UN VERO LEADER

qui raccolgo in modo schematico informazioni che ho trovato, letto e vissuto su cosa è un leader, come essere un leader, perché essere un leader.


Un leader è...



si potrebbe dire che essere un leader è un'attitudine, che converebbe a tutti adottare, in ogni campo, della vita lavorativa e privata. Una filosofia di vita, direi.


- tutti possono essere un leader
- il leader non è un dittatore. Anzi, è gentile, è benvoluto

 di conseguenza crea un'atmosfera piacevole, se non addirittura divertente!
- è informale, non fa il classico capo dietro alla scrivania
-
un leader è modesto, si mette in discussione e ammette le sue debolezze
- un leader sa fare sentire ogni componte del gruppo utile e benvenuto

per fare questo sa delegare responsabilità
- un leader sa tirare fuori il meglio da tutti
- un vero leader non teme la competitività e fa sbocciare altri leaders



links di approfondimento:
https://medium.com/italia/8-cose-che-ho-imparato-sulla-leadership-d13988800f49#.z4yug1bbx

Tuesday, January 24, 2017

ORIGINALITY

“Nothing is original.
Steal from anywhere that resonates with inspiration or fuels your imagination. Devour old films, new films, music, books, paintings, photographs, poems, dreams, random conversations, architecture, bridges, street signs, trees, clouds, bodies of water, light and shadows.
Select only things to steal from that speak directly to your soul.
If you do this, your work (and theft) will be authentic.
Authenticity is invaluable; originality is non-existent.
And don’t bother concealing your thievery - celebrate it if you feel like it.
In any case, always remember what Jean-Luc Godard said: “It’s not where you take things from - it’s where you take them to."

 Jim Jarmush


just a quote I love
I think it's very relevant, especially for creative people.
For me it's good to have this quote on my desk or on the first page of my sketchbook and read it every now and then.

Wednesday, January 18, 2017

PROCRASTINATION

Procrastination is: doing everything BUT the thing you should do.


Procrastination kills your work, creativity, your mood and also social life.


TIPPS not to procrastinate:
- LOG OUT from social networks & co (in casi estremi meglio direttamente scollegare il wifi)
- have a easy list in front of you of the steps you need to follow (desktop's sticky notes are very useful!)
- social committment: dì a qualcuno intorno a te che stai cercando di non procrastinare. Dovere rendere conto a qualcun altro spesso ci aiuta a tenere saldi i nostri propositi.


- Per i più propensi alla distrazione e alla procrastinazione: anti procrastination desktop



E per finire:
Animation I love about PROCRASTINATION
:))))) :
https://vimeo.com/9553205













Saturday, December 31, 2016

stress positivo

Siamo abituati a considerare lo stress una cosa negativa,
non facciamo che lamentarci per quanto siamo stressati o quanto è stressante il traffico o il nostro lavoro.
Eppure forse non è proprio sempre così.

Lo stress è creato dal nostro corpo in un momento di "allarme", "pericolo", in cui è richiesta maggiore attenzione. Lo stress rilascia adrenalina e aumenta le nostre prestazioni per superare quel momento di sfida in cui è richiesto uno sforzo maggiore.
Lo stress è quindi il piano di battaglia, la risposta combattiva del nostro organismo.
E' un aiuto che il nostro corpo ci da, nei momenti in cui è richiesta più energia.


Non bisogna allora vederlo come nemico, ma saperlo accettare e sfruttare quando capita. 

E' bello saper cambiare prospettiva e può significare molto per il modo in cui viviamo la vita.

C'è un meraviglioso TED talk di Kelly McGonigal su questo tema. Ho trovato questa prospettiva molto interessante e quindi ne consiglio caldamente la visione!!

OSARE

A volte le persone sono bloccate
come sul ciglio di un burrone.

Mandare un curriculum, decidere di lasciare un lavoro, tentare una nuova strategia, decidere di andare all'estero, fare un'esperienza nuova, provare a fare domanda per un posto....


Vorrebbero, ma... non possono / non si sentono pronte /non osano..




il consiglio oggi è semplice e lapidario:
serve coraggio
bisogna osare

A volte aspettiamo che un altro lo faccia per crederlo possibile/fattibile, 
a volte è una scusa che ci raccontiamo da soli perché la sicurezza è comoda e abbiamo paura del rischio. 
Ma come al solito dobbiamo spingerci fuori dalla comfort zone!


Bisogna credere in sé stessi un po' di più, provarci, darsi una chance.
Per poi sorprendersi, una volta lanciati, per quanto sia stato facile!

per poi essere fieri di noi,

rendersi conto di avere le ali

e non avere più paura 

Può essere utile, per rompere questo blocco, chiedersi: quale sarà mai la peggiore consegueza? Ricevere un no? E chissenefrega!

POSTILLA (per i perfezionisti):  si può SEMPRE fare meglio
quindi: nulla sarà MAI "perfetto"
ordunque, cari perfeziosisti, attenzione che anche questo non sentirsi mai pronti e perfetti non sia una scusa per rimandare e non FARE mai ?!

Vedi post correlato: "lasciare un posto fisso per lanciarsi a seguire un sogno"