Lavoro (sicuro?) - Osare, uscire dalla comfort zone
Siccome è un argomento con cui mi sto scontrando in questo periodo, perché non scriverne?
Aiuterà me nell'ordinare i pensieri e forse anche qualcuno che si trova in una situazione simile. E forse forse, chissà, riceverò qualche consiglio.
Spesso ci teniamo un lavoro perché è sicuro, ci aggrappiamo alla comodità perché rischiare è sempre tricky, ma il più delle volte conviene osare e uscire dalla propria comfort zone.
Per gli artisti (illustratori, animatori...), ma anche per altre mille figure professionali, è spesso così. All'inizio non sei nessuno e per vivere devi lavorare per qualcun altro. Cercare clienti, committenti, entrare a far parte di uno studio... E la storia è sempre la stessa: devi lavorare e dedicare le tue energie e il tuo tempo all'idea o al progetto di qualcun altro. Quel qualcun altro che ti dà i soldi per pagare l'affitto e mangiare.
E' giusto, ed è il più delle volte una tappa obbligata.
Ma facciamo in modo che sia solo una tappa, un passaggio, una fase della nostra carriera, e non un pantano dove ci areniamo.
Il più delle volte questo tipo di lavoro ci piace, o meglio, non ci dispiace. Siamo pagati sufficientemente per vivere.
Ma non è il lavoro dei sogni, perché il sogno più grande è quello di essere pagati per sviluppare le nostre idee personali, i nostri progetti... (scrivere un libro, girare un film, pubblicare un fumetto, mettere su uno studio..). Lo scopo finale è investire il proprio tempo per costruire qualcosa di nostro e poterne essere soddifatti, giusto?
Però una cosa è dirlo (e lo si fa lamentandosi... tanto, tantissimo, troppo), e una cosa è mettere in pratica, tirarsi su le maniche, guardarsi allo specchio, prendere coraggio, osare, lasciare il lavoro sicuro e lanciarsi in un progetto personale.
Tendiamo ad accontentarci per la paura di rischiare e poi fallire.
Spesso questo lamentarsi e questa paura sono una scusa. Se continui a dire che sei insoddisfatto e che vorresti qualcosa di diverso, taci, fallo e basta!
Serve più autostima!
Questo è un discorso un po' di imprenditoria, forse, ma credo che in fondo in fondo ognuno e in ogni campo lavorativo desidererebbe creare qualcosa di proprio e non lavorare per qualcun altro.
quindi:
E' vero che questo lavoro mi da sicurezza economica, non è male, è nel mio ambito, è magari pure un contratto indeterminato... etc.
Però: 1. non lo vivo serenamente, perché penso continuamente che tutto questo tempo potrei impiegarlo per i miei progetti personali anziché per quelli di altri (che non mi affascinano troppo);
2. non sono al massimo delle mie potenzialità - e una prova di questo è la procrastinazione, la lentezza, il rifiuto a volte. Mentre nei miei progetti metto anima e corpo e sono produttiva e brillante;
3. lavorare per altri non è quello che voglio fare tutta la vita, quindi prima o poi devo farlo questo passo ed è meglio farlo ora che poi. Se non è questo il momento, quando sarà?
4. Per quanto riguarda i soldi: chiaramente non mi licenzio se non ho un gruzzolo per sopravvivere per un po' o un'idea di come andare avanti nei prossimi mesi, ma confido nelle mie capacità e nella potenzialità delle mie idee.
Lo faccio perché sono convinta che il mio progetto valga, e che dedicando tempo ed energie alle mie idee, - o per lo meno, se non ne sono proprio convinta al 100% l'unico modo per saperlo e per non avere rimpianti da vecchia è provarci.
Non si va allo sbaraglio, ma con un piano (ci sono altri millanta posts su questo tema). Ma una volta fatto il piano non si esita più e si parte!
Ecco, abbiamo sufficienti motivi per uscire dalla nostra comfort zone e osare, tentare, esplorare, metterci alla prova. Vivere e non ammuffire in un posto mediocre ma sicuro.
Niente paura! Let's do it!
Post correlati: vedi PRIORITIES, FREELANCE
survival kit di organizzazione dell'animatore - l'organizzazione è un passo verso la riuscita
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Thursday, August 23, 2018
FREELANCE
un freelance è...
one-man band!
un freelance quindi si trova a ricoprire, per se stesso, un'infinità di figure e a cambiare spesso abito.
Dal punto di vista finanziario, si è "libero professinista", non dipendente dallo stato. Questo significa...
In alcuni stati, come in Germania, significa anche che bisogna prendersi carico al 100% delle spese sanitarie (mentre in una situazione da dipendente il 50% di queste spese è coperto dal datore di lavoro).
Consigli
avere le idee chiare
prepararsi a anni di duro lavoro per "ingranare" - accettare lavori diversi...
”If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” – Lucius Annaeus Seneca
essere pronti al peggio e agli up n down
un freelance si deve adattare ai lavori che capitano, soprattutto all'inizio per ingranare, ma forse anche dopo. Ci sono momenti di magra che un dipendente non conosce e che bisogna saper superare, con inventiva, creatività e positività.
(vedi think outside the box)
essere professionale che significa avere un comportamento professionale,
ma anche rendersi raggiungibile, mettendo la propria e-mail in evidenza sul proprio sito,..
portfolio (vedi portfolio) aggiornarlo
In quanto freelancer si è sempre sulla piazza, sempre in cerca, mai tranquilli. E' uno stile di vita, in cui non puoi mai del tutto rilassarti sulla sedia, perché devi già pensare a cercare il prossimo cliente, sollecitare un pagamento o pensare alle tasse.
curare contatto coi clienti - social, ma anche personale
essere organizzato
non farsi distrarre
separare lavoro e personale soprattutto per chi lavora da casa, questo punto è fondamentale.
qui ho trovato un sacco di utili informazioni, non posso che condividere fino all'ultima parola
In quel sito c'è un saaaaaccco di roba interessante e c'è da perdersi e imparare un sacco.
agente??
lavorare con uno studio?
pro e contro
- alone (consigli da buoni amici, ma lupo solitario) solo anche con tutte le noie burocratiche, finanziarie, tasse, .. come detto prima devi essere un po' tutti
- gestire il tempo (per alcuni può essere una cosa positiva, per altri no, mancanza di qualcuno che controlla)
La moneta di scambio per tutto quello elencato prima credo sia, alla fin fine, la libertà. In quanto freelancers si ha più liberta di tempo e spazio (possibilità di lavorare con i propri orari e quasi in ogni luogo), libertà di scegliere quale tipo di lavoro si vuole prendere/accettare.
vedi anche : la solitudine dei freelancers http://www.creativeboom.com/tips/how-to-survive-your-first-year-as-a-freelancer/
one-man band!
un freelance quindi si trova a ricoprire, per se stesso, un'infinità di figure e a cambiare spesso abito.
Dal punto di vista finanziario, si è "libero professinista", non dipendente dallo stato. Questo significa...
In alcuni stati, come in Germania, significa anche che bisogna prendersi carico al 100% delle spese sanitarie (mentre in una situazione da dipendente il 50% di queste spese è coperto dal datore di lavoro).
Consigli
avere le idee chiare
prepararsi a anni di duro lavoro per "ingranare" - accettare lavori diversi...
”If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” – Lucius Annaeus Seneca
essere pronti al peggio e agli up n down
un freelance si deve adattare ai lavori che capitano, soprattutto all'inizio per ingranare, ma forse anche dopo. Ci sono momenti di magra che un dipendente non conosce e che bisogna saper superare, con inventiva, creatività e positività.
(vedi think outside the box)
essere professionale che significa avere un comportamento professionale,
ma anche rendersi raggiungibile, mettendo la propria e-mail in evidenza sul proprio sito,..
portfolio (vedi portfolio) aggiornarlo
In quanto freelancer si è sempre sulla piazza, sempre in cerca, mai tranquilli. E' uno stile di vita, in cui non puoi mai del tutto rilassarti sulla sedia, perché devi già pensare a cercare il prossimo cliente, sollecitare un pagamento o pensare alle tasse.
curare contatto coi clienti - social, ma anche personale
essere organizzato
non farsi distrarre
separare lavoro e personale soprattutto per chi lavora da casa, questo punto è fondamentale.
qui ho trovato un sacco di utili informazioni, non posso che condividere fino all'ultima parola
In quel sito c'è un saaaaaccco di roba interessante e c'è da perdersi e imparare un sacco.
agente??
lavorare con uno studio?
pro e contro
- alone (consigli da buoni amici, ma lupo solitario) solo anche con tutte le noie burocratiche, finanziarie, tasse, .. come detto prima devi essere un po' tutti
- gestire il tempo (per alcuni può essere una cosa positiva, per altri no, mancanza di qualcuno che controlla)
La moneta di scambio per tutto quello elencato prima credo sia, alla fin fine, la libertà. In quanto freelancers si ha più liberta di tempo e spazio (possibilità di lavorare con i propri orari e quasi in ogni luogo), libertà di scegliere quale tipo di lavoro si vuole prendere/accettare.
vedi anche : la solitudine dei freelancers http://www.creativeboom.com/tips/how-to-survive-your-first-year-as-a-freelancer/
regole base per scrivere una mail a uno sconosciuto
Mi capita spesso di scrivere una mail a qualcuno /un ente che non conosco, per offrire il mio servizio come animatrice/illustratrice.
E allo stesso tempo mi capita troppo spesso di ricevere mail di "proposte di lavoro" di due righe, che non spiegano niente. Questo tipo di e-mail hanno sin da subito un impatto poco professionale e perdono di credibilità. E' bene iniziare col piede giusto e non fare questi errori.
Cosa è essenziale per una prima e-mail di lavoro a uno sconosciuto?
Sia che si tratti di una mail per proporsi e proporre i propri servizi,
sia che - al contrario - sia una mail per contattare un professionista e chiedergli disponibilità/preventivo.
- salutare
- come si è arrivati al contatto
- cosa si è visionato in rete del contatto (sito? reel? progetto? film?...)
- perché si scrive
- un pochino di dettagli sul lavoro (deadline, budget, cliente?/fine del lavoro, link a un sito per saperne di più) Eventualmente si entrerà poi nei dettagli nella seconda e-mail, ma è bene far capire di cosa si parla
- dedicare tempo e attenzione nello scrivere la e-mail dimostra che siamo realmente interessati e seri
BUDGET: se non ci conosciamo nemmeno, cosa ti fa pensare che potrei prendere in considerazione un lavoro privo di budget?!?
E allo stesso tempo mi capita troppo spesso di ricevere mail di "proposte di lavoro" di due righe, che non spiegano niente. Questo tipo di e-mail hanno sin da subito un impatto poco professionale e perdono di credibilità. E' bene iniziare col piede giusto e non fare questi errori.
Cosa è essenziale per una prima e-mail di lavoro a uno sconosciuto?
Sia che si tratti di una mail per proporsi e proporre i propri servizi,
sia che - al contrario - sia una mail per contattare un professionista e chiedergli disponibilità/preventivo.
- salutare
- come si è arrivati al contatto
- cosa si è visionato in rete del contatto (sito? reel? progetto? film?...)
- perché si scrive
- un pochino di dettagli sul lavoro (deadline, budget, cliente?/fine del lavoro, link a un sito per saperne di più) Eventualmente si entrerà poi nei dettagli nella seconda e-mail, ma è bene far capire di cosa si parla
- dedicare tempo e attenzione nello scrivere la e-mail dimostra che siamo realmente interessati e seri
BUDGET: se non ci conosciamo nemmeno, cosa ti fa pensare che potrei prendere in considerazione un lavoro privo di budget?!?
Wednesday, July 4, 2018
animated lessons
Animated lessons for TED ED and The School of Life
In questi primi anni di lavoro da freelancer e da one-man-band, ho cercato e trovato diversi clienti e tipi diversi di lavori.
Quello di cui vorrei parlare oggi sono i video educativi, in particolare rispetto all'esperienza che ho avuto io con The School of Life e TED ED nell'ultimo anno.
Ho iniziato a lavorare da animatrice freelance e nella mia mente quello a cui tendevo era poter essere un one-man-band, ossia autosufficiente e capace di seguire da sola un progetto dall'inizio alla fine, dando un tocco autoriale.
I contro possono forse essere nella qualità e nelle effettive capacità di una sola persona (forse), ma i pro sono per me: estrema libertà, autonomia e costruzione di un portfolio personale.
La mia libertà e indipendenza sono sempre stati al primo posto nella scelta dei lavori, perché volevo essere libera di spostarmi e di lavorare da ovunque. Per questo all'inizio ho trovato sì lavoro in uno studio (Tinman Creative Studio, Canada), ma da freelance artist che lavora remotely (da casa), per cui pur sempre in grado di mantere la mia libertà. Quella è stata un'esperienza importante, in cui ho imparato un sacco, ma mi ha fatto anche capire che quello che voglio è avere un po' più di libertà decisionale e creativa e non solo esecutiva.
Così ho iniziato a cercare altri clienti che avrebbero potuto permettermi di lavorare da sola, da casa/da ovunque e soprattutto di poter fare da "regista" o per lo meno poter metter un po' "del mio" nel progetto, per poterlo poi inserire nel mio portfolio - (durante l'anno in cui ho lavorato per lo studio Tinman, il mio portfolio artistico restava purtroppo fermo e non aggiornato, sebbene imparassi moltissimo, perché animavo e storyboardavo personaggi e storie altrui).
Ho pensato così a TED ED e a The School of Life e un anno fa ho scritto ad entrambi contemporaneamente per propormi.
Hanno risposto entrambi ed il primo a consegnarmi un tema e un voice over è stato TSOL; Due mesi dopo iniziavo il primo TED. Alla luce delle due esperienze e delle differenze (che tra poco spiegherò), ho poi deciso di accettare altri due video propostomi da TED.
Somilianze e differenze tra TED E TSOL:
- Entrambi creano video educativi per Youtube (più o meno simile target) di 3-6 minuti circa, caratterizzati da un voice over e da un video animato. TED ED, oltre a caricarli su Youtube, li mostra anche sul suo sito.
- Direi che TED Ed tratta temi più vari di cultura e scienza, mentre TSOL si focalizza più sulla psicologia, sociologia e motivazione.
- Entrambi affidano i video a registi e animatori diversi, per cui si trova una grande varietà di stili (e qualità) sui loro canali.
- Per entrambi l'assegnazione del tema e del video è abbastanza casuale, quindi il regista non può realmente scegliere quale lezione dovrò animare e tantomeno la durata (i video sono normalmente tra i 3 e i 6 minuti); tuttavia TED cerca di andare incontro al regista chiedendo in generale quali sono gli ambiti che lo interessano maggiormente;
- Sono entrambi abbastanza conosciuti, ma direi che TED lo è un po' di più.
TED Ed ha base a NewYork e TSOL a Londra.
- Penso che TED abbia un team più grosso, mentre con TSOL si ha a che fare direttamente con il fondatore. Non sono troppo informata, ma in entrambi i casi credo che i fondi siano limitati, per via della natura stessa dell'organizzazione;
- TED paga in dollari e TSOL in sterline. La paga di TED è leggermente più alta e prevede anche un (magro) budget per il sound design e la musica, a parte. Il compenso non è dei più alti, si aggira intorno ai tremila euro per video.
- Entrambi vogliono seguire il processo e il work in progress, tuttavia TED è molto più presente durante il processo di lavorazione e richiede più wip.
- con TED c'è anche lo scienziato coinvolto nello scambio di e-mails (colui o colei che ha scritto il testo): è un'esperienza interessante perché questi personaggi sono sempre diversi e, a differenza dal team die TED, non hanno mai avuto a che fare con animazione e video.
- Una volta finito il video, viene pubblicato e diffuso su Youtube (i diritti sono loro e l'animatore non può pubblicare l'intero video). Entrambi hanno un sostanzioso numero di visualizzazioni sui loro video. Forse uno dei motivi che non mi hanno fatto continuare a lavorare con TSOL è stato il fatto che il mio video, finito entro i due mesi stabiliti, è stato poi pubblicato online 6 mesi dopo (dopo 3 mie sollecitazioni), il che per me è stato un po' frustrante, soprattutto per la necessità di aggiornare il portfolio...
Conclusioni sulla mia esperienza
Sono stati tutti lavori interessanti anche se riconosco che non sono molto lucrativi.
A volte ho provato un po' di frustrazione per via del compromesso soldi/qualità, ma ho cercato sempre di trarne il meglio e di imparare ogni volta qualcosa di nuovo.
Anche dalla collaborazione con altre persone (sound designer e animatori) è positiva ed è un'ottima occasione che consiglio per testare dei piccoli team di lavoro.
Durante l'ultimo progetto TED ED, ho anche voluto fare un ulteriore esperimento, che è quello di prendere più di un progetto contemporaneamente e di costruire un piccolo team di animazione che mi supportasse. Per i dettagli riguardo a questa esperienza, vi rimando a un altro post scritto ad hoc che trovate qui.
what's next?
Non escludo che lavorerò ancora a qualche video simile, per TED, per TSOL o per altre organizzazioni. Mi piacerebbe continuare a curare la regia e costruire ogni volta un team diverso, che sia adeguato al progetto affidatomi.
Prossimamente però voglio dedicare tempo a un nuovo cortometraggio e provare a progredire in una direzione in cui posso produrre sempre più idee della mia mente e, idealmente, sopravvivere con esse.
Sto anche pianificando un nuovo trasferimento in un altro stato, per cui la mia vita nomade non è ancora finita, ma spero presto di poter settle down for good, o per lo meno per un periodo sufficiente a tirare un sospiro di sollievo.
Anche su questo tema dovrei scrivere presto un post: di quanto da un lato sia bello e utile spostarsi, conoscere diversi luoghi, città, realtà creative, ma quanto dall'altro canto sia essenziale per un freelancer (e non solo) avere una struttura sociale e dei contatti.
In chiusura, ecco i 3 video che ho fatto nell'ultimo anno per TED e quello per The School of Life. Per vedere pezzi di work-in-progress, storyboards e concepts, vi rimando al mio portfolio Behance! miao!
The School of Life: The pleasure of reading in bed
TED ED - Renewable Energies:
TED ED - Poison:
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Tuesday, June 12, 2018
Animalators - a podcast for/from animators
I discovered this great podcast called Animalators: it's a collection of interviews to different animators and their experiences.
Perfect to listen to while working ;)
I think it's a great concept and project - and I hope it will go on and on -
and reminds me of my attempt in this blog, to interview animators friends who are spread all over the world, in order to tell and show all the different variety of animation jobs and lives.
Enjoy and spread the word!
Perfect to listen to while working ;)
I think it's a great concept and project - and I hope it will go on and on -
and reminds me of my attempt in this blog, to interview animators friends who are spread all over the world, in order to tell and show all the different variety of animation jobs and lives.
Enjoy and spread the word!
Friday, April 20, 2018
Angela: Cartoon Springboard e The Open Workshop per produrre il lungometraggio "La bambina di sale"!
Ho fatto un paio di domande ad Angela perché mi raccontasse la sua esperienza su come riuscire a produrre un proprio lungometraggio!
Angela Conigliaro si è diplomata al CSC nel 2015 con il film di diploma "Pircantaturi". Da allora ha iniziato a lavorare come freelance in Italia e a Londra. L'insoddisfazione verso il lavoro che stava svolgendo l'ha portata ad una svolta che ha cambiato la sua vita: "ho deciso che sarei stata felice e che non avrei più aspettato di sviluppare il mio sogno. Avrei iniziato a lavorare ad un progetto mio".
Così Angela si è messa all'opera per sviluppare il suo lungometraggio di cui parleremo oggi: "La bambina di sale".
La bambina di saleChe cos'è? di cosa parla?
La bambina di sale un lungometraggio in 2d ambientato in Sicilia. Parla di una ragazza fatta interamente di sale e dall' origine sconosciuta; decide di affrontare un pericoloso viaggio in mare, elemento che potrebbe ucciderla all' istante, sciogliendola, alla ricerca del padre scomparso, un pescatore siciliano. Il viaggio porterà la ragazza a conoscere se stessa imparando a conoscere la sua più grande paura, il mare e a comunicare con esso. In una grotta, incrocio tra terra e acqua, la ragazza scoprirà la sua vera origine, figlia di un pescatore e figlia del mare.
Come si è sviluppato il progetto?
Un anno fa ho presentato il mio progetto a Cartoon Springboard, un pitch per giovani talenti. Era tutto ancora in fase embrionale, ma volevo capire se poteva essere un progetto con delle potenzialità, soprattutto a livello commerciale.
Rispetto agli altri pitch, dove devi fare tutto da solo, qui sei guidato passo passo da un esperto che ti spiega qual è il modo migliore di presentare e vendere il tuo progetto. Oltretutto al pitch sono presenti molti produttori importanti (es: Les Armateurs, Walking the dog, Cartoon Saloon), alcuni di loro sono lì solo per dare dai feedback mentre altri sono proprio interessati a scoprire nuovi talenti e produrre i loro progetti.
Trovare un producer è essenziale, il suo lavoro consiste nel trovare i fondi (europei o nazionali) per realizzare il film, trovare i buyers e i distributori. In poche parole, il producer (quello ideale, per lo meno) si occupa di risolvere i problemi e di sviluppare il progetto al meglio delle sue potenzialità.
Per un progetto grande come il mio pensare a coproduzioni è inevitabile: nessuno stato europeo ha fondi a sufficienza per produrre un lungometraggio animato da solo, inoltre producendolo in più paesi c'è la possibilità di avere più ricavati dalla distribuzione internazionale.
Quante persone sono coinvolte nel progetto?
Qual è lo stato del progetto ora?
Attualmente siamo in 5 (pochi ma buoni), e c'è tanta gente che ha voglia di darci una mano. Il progetto è in fase di sviluppo grafico e di scrittura della sceneggiatura, mentre sul piano economico siamo in trattativa con diversi producer, anche se ancora non c'è nulla di definitivo.
Ora sta per iniziare una nuova avventura! Una residenza all'Open Workshop di Viborg!
Cosa ti aspetti dalla residenza?
Dall'OW mi aspetto di riuscire a 'confezionare' la sceneggiatura perfetta. Sarà seguita da professionisti interni ed esterni alla scuola, che mi aiuteranno ad organizzare il lavoro e a concepire un film che parli dell'Italia, ma che sia comprensibile a livello internazionale. Spero anche di trovare una coproduzione danese, i loro film sono tra quelli che preferisco.
Quali saranno i passi successivi?
Tornare in Italia, definire gli accordi di produzione e chiedere i primi fondi di Creative Europe. Poi ci muoveremo piano piano per creare un piccolo team con base a Torino, che simboleggi la rinascita dell'animazione italiana, fatta da giovani.
Come desideri che reagisca il pubblico al tuo film?
Vorrei entrare nell'intimo delle persone. La mia storia dovrebbe essere semplice ma diretta, capace di far immedesimare il pubblico nel profondo. Vorrei divertire, rilassare e incuriosire. Ma anche commuovere e magari riflettere. Facile, no?
Ringrazio Angela per il tempo che mi ha dedicato e per la sua interessante esperienza che sono sicura possa ispirare tanti animatori e aspiranti registi.
Cliccate qui se volete dare un'occhiata al lavoro di Angela e sapere di più sulla Bambina di sale!
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Saturday, December 2, 2017
know your audience /customers
It's important to keep in mind who are you working for, when you brainstorm for a treatment, work on a project and even when you update your portfolio.
who is your audience?
what is your target?
who are your customers? what do they like?
what are their problems?
Have always a "custumer persona" in mind whenever you are writing a post on social medias or even having a meeting.
For a pitch/interview:
know who you're meeting, to whom you're talking.
Get informed in advance, do a little research on Google before a meeting, ask around, find out who is in the jury, etc...
(see the post about how to get ready and make a pitch)
Those are good tips for for pitches, individual meetings, interviews (know the company, their work..), and even just for writing e-mails.
who is your audience?
what is your target?
who are your customers? what do they like?
what are their problems?
Have always a "custumer persona" in mind whenever you are writing a post on social medias or even having a meeting.
For a pitch/interview:
know who you're meeting, to whom you're talking.
Get informed in advance, do a little research on Google before a meeting, ask around, find out who is in the jury, etc...
(see the post about how to get ready and make a pitch)
Those are good tips for for pitches, individual meetings, interviews (know the company, their work..), and even just for writing e-mails.
Tuesday, November 28, 2017
value your work
SELF EVALUATION TIME:
Take few moments to step back and look at yourself
Know what makes your story/product/yourself UNIQUE
- what am I good at? What are my talents?
- what are my priorities? (set a list in order of relevance)
- what are my values?
These are the points where to focus, your strenght.
It could be also very useful to ask the same question to someone else, who can be more objective and see the bigger picture.
See:
template for an invoice
how to make an estimation
____________________________________________________________
fermiamoci un attimo e osserviamoci.
Tieni presente cosa rende la tua storia/prodotto/te stesso UNICO
- in cosa sono bravo? quali sono i miei punti di forza?
- quali sono le mie priorità (fare una lista in ordine di importanza)
- quali sono i miei valori? le mie condizioni irrinunciabili?
questi punti sono quelli da rafforzare e su cui soffermarsi, perché sono i nostri punti forti.
Può essere anche utile e interessante porre le stesse domande a qualcun altro. Per capire come ci vedono dal di fuori: a volte qualcuno di esterno ha una visione più nitida.
vedi:
"impostare una fattura"
"fare un preventivo"
Take few moments to step back and look at yourself
Know what makes your story/product/yourself UNIQUE
- what am I good at? What are my talents?
- what are my priorities? (set a list in order of relevance)
- what are my values?
These are the points where to focus, your strenght.
It could be also very useful to ask the same question to someone else, who can be more objective and see the bigger picture.
See:
template for an invoice
how to make an estimation
____________________________________________________________
fermiamoci un attimo e osserviamoci.
Tieni presente cosa rende la tua storia/prodotto/te stesso UNICO
- in cosa sono bravo? quali sono i miei punti di forza?
- quali sono le mie priorità (fare una lista in ordine di importanza)
- quali sono i miei valori? le mie condizioni irrinunciabili?
questi punti sono quelli da rafforzare e su cui soffermarsi, perché sono i nostri punti forti.
Può essere anche utile e interessante porre le stesse domande a qualcun altro. Per capire come ci vedono dal di fuori: a volte qualcuno di esterno ha una visione più nitida.
vedi:
"impostare una fattura"
"fare un preventivo"
Sunday, November 19, 2017
fare un PREVENTIVO
Non appena ci si mette a lavorare come freelance e a interfacciarsi con dei clienti, questa è una delle prime domande che si riceve e che lascia sempre un poco esitanti.
E' difficile, soprattutto all'inizio, decidere quanti soldi chiedere per un lavoro, dare un valore alle proprie capacità, quantificare, osare.
Quando si viene contattati da un cliente per un nuovo progetto, per prima cosa è bene capire esattamente qual è il lavoro richiesto, quindi non esitate a fare domande finché non è chiaro cosa vi si chiede.
Si tratta solo di fare l'animazione? C'è già lo script? C'è già il character? Chi si occupa del suono?
A mio avviso, una buona proposta di lavoro non si risolve in due righe e già contiene tutte le informazioni necessarie, ma bisogna anche considerare che molto spesso chi si rivolge a un professionista di un altro campo lo fa anche perché non ha assolutamente idea di come quel campo funzioni, ed è quindi anche nostro dovere e compito spiegare al cliente che cosa è possibile fare e di cosa c'è bisogno per farlo.
In secondo luogo, altre due domande essenziali da fare all'inizio, prima di entrare nei dettagli e nel preventivo sono: quale è la deadline (per quando il progetto/lavoro/animazione è richiesto) e poi quale è il budget del cliente in questione.
Queste domande preliminari servono a risparmiare un sacco di tempo nel caso la richiesta sia totalmente fuori dal mondo e servono anche per capire un po' di più con chi si ha a che fare.
Ora torniamo alla domanda classica: quanto chiedere in un preventivo!?
Un preventivo è un calcolo dei costi previsti per un lavoro o un servizio. Quindi per calcolare un preventivo bisogna prendere in considerazione tutti gli step da fare per raggiungere il risultato richiesto, elencarli, stimare il tempo richiesto per completarli e infine dare un valore alle ore spese.
Ovviamente il nostro calcolo dovrà tenere a mente tante variabili:
di che tipo di lavoro si tratta
quale qualità è richiesta / è possibile
qual è il budget del cliente
quando è la deadline
chi è il cliente
Cerchiamo di pensare a tutto:
per questo insisto con l'avere una chiara comunicazione col cliente sin dall'inizio e capire esattamente che cosa vuole. Tutte le informazioni che riusciamo a ottenere sono preziose.
Step successivo:
Una volta che abbiamo preso in considerazione tutte le cose da fare e assodato che è fattibile come tempi, la domanda poi che ci dobbiamo porre è:
"quanto vale un'ora del mio lavoro?" ossia, quanto voglio/ quanto merito di guadagnare all'ora?
Ovviamente bisogna anche conoscere la propria produttività e sapere stimare quante ore di lavoro sono necessarie per completare un compito piuttosto che un altro.
Ricordare di tenere un margine di tempo per correzioni e feedbacks (vedi post sulle correzioni) !
Parlare chiaro sin dall'inizio con il cliente sicuramente risolve tanti problemi e incomprensioni, fa risparmiare molto tempo e inoltre avere tutto per iscritto è sempre bene. Infine, ricorda sempre che sei un professionista, non devi vergognarti di chiedere dei soldi per il tuo lavoro. E tra l'altro, un lavoro non pagato, non si può chiamare tale.
Specialmente all'inizio, è bene anche chiedere e confrontarsi con amici e colleghi, ma soprattutto con qualcuno che ha più esperienza di noi e che conosce il nostro campo.
Questo schemino qui sotto può essere utile da tenere a mente quando ci si appresta a fare un preventivo:
in ultimo
c'è un website molto interessate, creato da poco da Nørlum, che permette di calcolare quanto costa un progetto di animazione, considerando qualità, tempo a disposizione e numero di persone coinvolte.
è gratuito e meraviglioso, si chiama animpricer.com
Vedi anche altri due post correlati che ho scritto:
valorizzarsi (dare una direzione al proprio lavoro)
come impostare un invoice (fattura)
E' difficile, soprattutto all'inizio, decidere quanti soldi chiedere per un lavoro, dare un valore alle proprie capacità, quantificare, osare.
Quando si viene contattati da un cliente per un nuovo progetto, per prima cosa è bene capire esattamente qual è il lavoro richiesto, quindi non esitate a fare domande finché non è chiaro cosa vi si chiede.
Si tratta solo di fare l'animazione? C'è già lo script? C'è già il character? Chi si occupa del suono?
A mio avviso, una buona proposta di lavoro non si risolve in due righe e già contiene tutte le informazioni necessarie, ma bisogna anche considerare che molto spesso chi si rivolge a un professionista di un altro campo lo fa anche perché non ha assolutamente idea di come quel campo funzioni, ed è quindi anche nostro dovere e compito spiegare al cliente che cosa è possibile fare e di cosa c'è bisogno per farlo.
In secondo luogo, altre due domande essenziali da fare all'inizio, prima di entrare nei dettagli e nel preventivo sono: quale è la deadline (per quando il progetto/lavoro/animazione è richiesto) e poi quale è il budget del cliente in questione.
Queste domande preliminari servono a risparmiare un sacco di tempo nel caso la richiesta sia totalmente fuori dal mondo e servono anche per capire un po' di più con chi si ha a che fare.
Ora torniamo alla domanda classica: quanto chiedere in un preventivo!?
Un preventivo è un calcolo dei costi previsti per un lavoro o un servizio. Quindi per calcolare un preventivo bisogna prendere in considerazione tutti gli step da fare per raggiungere il risultato richiesto, elencarli, stimare il tempo richiesto per completarli e infine dare un valore alle ore spese.
Ovviamente il nostro calcolo dovrà tenere a mente tante variabili:
di che tipo di lavoro si tratta
quale qualità è richiesta / è possibile
qual è il budget del cliente
quando è la deadline
chi è il cliente
Cerchiamo di pensare a tutto:
per questo insisto con l'avere una chiara comunicazione col cliente sin dall'inizio e capire esattamente che cosa vuole. Tutte le informazioni che riusciamo a ottenere sono preziose.
Step successivo:
Una volta che abbiamo preso in considerazione tutte le cose da fare e assodato che è fattibile come tempi, la domanda poi che ci dobbiamo porre è:
"quanto vale un'ora del mio lavoro?" ossia, quanto voglio/ quanto merito di guadagnare all'ora?
Ovviamente bisogna anche conoscere la propria produttività e sapere stimare quante ore di lavoro sono necessarie per completare un compito piuttosto che un altro.
Ricordare di tenere un margine di tempo per correzioni e feedbacks (vedi post sulle correzioni) !
Parlare chiaro sin dall'inizio con il cliente sicuramente risolve tanti problemi e incomprensioni, fa risparmiare molto tempo e inoltre avere tutto per iscritto è sempre bene. Infine, ricorda sempre che sei un professionista, non devi vergognarti di chiedere dei soldi per il tuo lavoro. E tra l'altro, un lavoro non pagato, non si può chiamare tale.
Specialmente all'inizio, è bene anche chiedere e confrontarsi con amici e colleghi, ma soprattutto con qualcuno che ha più esperienza di noi e che conosce il nostro campo.
Questo schemino qui sotto può essere utile da tenere a mente quando ci si appresta a fare un preventivo:
in ultimo
c'è un website molto interessate, creato da poco da Nørlum, che permette di calcolare quanto costa un progetto di animazione, considerando qualità, tempo a disposizione e numero di persone coinvolte.
è gratuito e meraviglioso, si chiama animpricer.com
Vedi anche altri due post correlati che ho scritto:
valorizzarsi (dare una direzione al proprio lavoro)
come impostare un invoice (fattura)
Monday, October 23, 2017
correzioni
le famose correzioni
quella cosa che in qualsiasi lavoro su commissione arriva. Sempre.
Fanno parte della vita dell'artista e del freelance, infatti apparentemente devono SEMPRE esserci delle correzioni.
Sono anche una cosa positiva, come un feedback, perché lasceranno il cliente più soddisfatto alla fine del progetto.
Ma possono anche diventare un incubo, e per di più un incubo non pagato, che si protrae oltre il tempo prestabilito, che porta frustrazione da entrambe le parti.
Ci sono però alcune accortezze da tenere a mente per viverle meglio con le correzioni:
- contarle già nel preventivo
sia come soldi che come tempo (nel piano di produzione), è bene tenersi un margine per le correzioni, per i feedback, per i retakes
- cercare di anticipare le correzioni
Cerca di capire il cliente e le sue richeste: domandare e chiarirsi all'inizio il più possibile, tenere le antenne tese per captare tutto quello che il committente desidera
Spiegare anche cosa è possibile e cosa no: sii chiaro riguardo a cosa puoi fare e mostra magari un esempio di risultato raggiungibile.
Mantieni il contatto col cliente regolare durante tutto il tempo di lavoro, mandando udates e chiedendo feedbacks
- tenere ordinata la cartella di progetto
Questi consigli servono principalmente per preservare la tua sanità mentale durante il progetto e le correzioni che arriveranno
Sapere dove andare a pescare i files con le varie versioni è un buon inizio.
Rinomina i files in modo sensato (es Project_V_03, Project_V_04,
Project_V_05...)
Invia sempre una copia lavoro al cliente (qualità bassa, watermark..) con le mille versioni finché non dice che è soddisfatto ed è la versione definitiva!
(Questo serve anche per non avere copie non definitive in giro, che potrebbero essere per sbaglio pubblicate o diffuse).
Ultimo consiglio, in generale, per qualsiasi lavoro di commissione (e non):
BACKUP (e c'è un post dedicato solo su questo)!
quella cosa che in qualsiasi lavoro su commissione arriva. Sempre.
Fanno parte della vita dell'artista e del freelance, infatti apparentemente devono SEMPRE esserci delle correzioni.
Sono anche una cosa positiva, come un feedback, perché lasceranno il cliente più soddisfatto alla fine del progetto.
Ma possono anche diventare un incubo, e per di più un incubo non pagato, che si protrae oltre il tempo prestabilito, che porta frustrazione da entrambe le parti.
Ci sono però alcune accortezze da tenere a mente per viverle meglio con le correzioni:
- contarle già nel preventivo
sia come soldi che come tempo (nel piano di produzione), è bene tenersi un margine per le correzioni, per i feedback, per i retakes
- cercare di anticipare le correzioni
Cerca di capire il cliente e le sue richeste: domandare e chiarirsi all'inizio il più possibile, tenere le antenne tese per captare tutto quello che il committente desidera
Spiegare anche cosa è possibile e cosa no: sii chiaro riguardo a cosa puoi fare e mostra magari un esempio di risultato raggiungibile.
Mantieni il contatto col cliente regolare durante tutto il tempo di lavoro, mandando udates e chiedendo feedbacks
- tenere ordinata la cartella di progetto
Questi consigli servono principalmente per preservare la tua sanità mentale durante il progetto e le correzioni che arriveranno
Sapere dove andare a pescare i files con le varie versioni è un buon inizio.
Rinomina i files in modo sensato (es Project_V_03, Project_V_04,
Project_V_05...)
Invia sempre una copia lavoro al cliente (qualità bassa, watermark..) con le mille versioni finché non dice che è soddisfatto ed è la versione definitiva!
(Questo serve anche per non avere copie non definitive in giro, che potrebbero essere per sbaglio pubblicate o diffuse).
Ultimo consiglio, in generale, per qualsiasi lavoro di commissione (e non):
BACKUP (e c'è un post dedicato solo su questo)!
Sunday, September 24, 2017
INTERNET-ENGLISH-TRAVEL = we are so damn lucky
(versione italiana sotto)
__________________________________________________________________________________
[IT]
(even if you are Italian.... why don't make an effort and just practice your English? :P)
Spesso mi fermo a pensare che la mia generazione è molto fortunata, si trova in un momento interessante e vive in un'epoca meravigliosa: abbiamo una potenzialità immesa e di questo oggi voglio parlare.
Siamo d'accordo che ci troviamo nella fetta fortunata del pianeta, anche solo perché abbiamo cibo tutti i giorni, acqua pulita e un tetto sopra la testa.
Oggi qui vi voglio dire perché secondo me siamo ancora più fortunati, specialmente se facciamo parte della generazione giovane (diciamo under trenta, dai!)
Sto parlando in particolare di tre super poteri che abbiamo oggigiorno: Internet, la lingua inglese come idioma comune e la possibilità di viaggiare più facilmente di prima.
Non è mai stato facile come oggi muoversi e comunicare.
Specialmente le giovani generazioni hanno in mano queste grandi chances e opportunità.
I principali punti su cui mi voglio concentrare sono internet, la globalizzazione, l'Europa e l'inglese.
La mia generazione è stata una delle prime generazioni Erasmus e ha avuto la grande fortuna di trascorrere un periodo più o meno lungo all'estero, conoscere altri giovani di altre nazioni, espandere i propri orizzonti e le proprie possibilità e entrare un contatto diretto con altre culture.
Entro nel dettaglio dei singoli punti e poi vi esongo la mia conclusione:
Considerate i seguenti punti: - siamo stati la prima generazione Erasmus
- costi viaggi proporzionalmente più affordabili
- lingua comune inglese
- internet, comunicazione senza limiti!
INTERNET
In internet c'è tutto. Internet è un'immensa fonte di apprendimento, se si sa dove cercare. Con questo potente mezzo, che oggi abbiamo praticamente tutti e praticamente a costo zero, possiamo imparare qualsiasi cosa, trovare cose e persone, trovare risposte, essere in contatto con persone dall'altro lato del globo. E' addirittura possibile usarlo come piattaforma per auto pubblicizzarsi. Si può comunicare con una fetta molto grande di persone ed è potenzialmente possibile raggiungere un grande numero di utenti.
Attenzione però: come ogni buona cosa, ha un lato oscuro. Infatti Internet è un super aggeggio se lo si sa usare correttamente. Per fare questo bisogna per esempio controllare le fonti che si usano e non procrastinare in mille modi su Youtube o altrove.
ENGLISH( questa non la traduco per principio)
It is our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.
Muoversi/viaggiare
Ormai viaggiare costa relativamente poco, soprattutto se paragonato all'epoca dei nostri nonni. E' assai più facile prenotare un volo, un pullman, un treno o anche un passaggio in macchina (car-pooling o sharing).
In Europa è ancora più facile e dobbiamo renderci conto della fortuna che abbiamo di poter attraversare i confini senza nemmeno accorgercene, senza bisogno di visti, permessi o di cambiare moneta!
Molte volte, viaggiando all'estero e incontrando altri ragazzi e ragazze come me, ho sentito un senso di appartenenza a questa grande generazione della globalizzazione. E' una sensazione estremamente bella, che mi dà un sacco di speranza nel futuro.
Quando mi trovavo a Toronto ho sentito qualcosa di molto simile.
Toronto è la città più multiculturale al mondo! Ogni persona che incontravo era effettivamente di Toronto, ma ognuno aveva un personale e diverso background.
Molte volte sembrava strano chiedere "Where are you from?" e in effetti talvolta è una domanda senza senso oppure non è abbastanza. E' proprio in quella metropoli che ho imparato invece a chiedere "What's your background?", che trovo una domanda geniale.
Per approfondire questo argomento molto interessante (e a mio parere sempre più attuale) consiglio il bellissimo Ted talk “Where are you local?” (clicca qui per il TED talk di Taiye Selasi).
CONCLUSIONI
Questo post di oggi serve essenzialmente come reminder per me, ma anche per tutti voi, per ricordare quanto siamo fortunati e anche che non dobbiamo dare tutto questo per scontato, ma anzi trovare il miglior modo per sfruttare questa condizione in un modo costruttivo.
[EN]
Guys! we are so damn lucky!
If you have a roof above your head, food everyday, clean water and some money in your pocket, you already have to consider yourself pretty lucky.
Even more if you are part of the young generation and you have access to the Internet.
That is what I am talking about:
We have some very powerful tools in our hands
and we should not take them for granted!
Those super tools are:
Internet, English and the possibility to move in the world more easier than before.
It has never been so easy like nowadays to move in the World and to communicate with other people.
The young generation has this great luck and chance at its disposal.
The main reasons are, in my opinion, Internet, the globalization, Europe (in my case), and English as a common language.
I was born in 1990. We have been part of the first "Erasmus Programme generation", moving abroad to study, getting in touch with other young people from different coutries, expanding our horizons and possibilities, which means also being in contact with other cultures.
I'll go a litte into details of these three blessings we have, before telling you my final conclusion:
INTERNET
In Internet there is everything.
It's a huge source of learning: you can learn pretty much everything through Internet, find things and people, answer questions, get in touch with persons on the other side of the globe. It's a pretty free platform for self marketing and publicity too. It's a way to communicate with a very large number of people and it is potentially possible to reach a super wide audience.
Attention: as many good things, it has a darkside: Internet can be a supertool if you can use it correctly. But if you end up procrastinating on Youtube watching kitties or if you don't pay attention at the sources of information, it can become of course a big limit for your personal growth :P
ENGLISHit's our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.
MOVE
Nowadays it is cheaper to travel, easier to book a plane ticket (or bus! or high speed train! or car sharing!) and go somewhere far away from our hometown. Just think about it and realize how difficult and rare it was for our grandparents to move!
In Europe it is even easier, because we don't need any visa to cross the borders and we have the same currency!
Guys! we are so damn lucky!
If you have a roof above your head, food everyday, clean water and some money in your pocket, you already have to consider yourself pretty lucky.
Even more if you are part of the young generation and you have access to the Internet.
That is what I am talking about:
We have some very powerful tools in our hands
and we should not take them for granted!
Those super tools are:
Internet, English and the possibility to move in the world more easier than before.
It has never been so easy like nowadays to move in the World and to communicate with other people.
The young generation has this great luck and chance at its disposal.
The main reasons are, in my opinion, Internet, the globalization, Europe (in my case), and English as a common language.
I was born in 1990. We have been part of the first "Erasmus Programme generation", moving abroad to study, getting in touch with other young people from different coutries, expanding our horizons and possibilities, which means also being in contact with other cultures.
I'll go a litte into details of these three blessings we have, before telling you my final conclusion:
INTERNET
In Internet there is everything.
It's a huge source of learning: you can learn pretty much everything through Internet, find things and people, answer questions, get in touch with persons on the other side of the globe. It's a pretty free platform for self marketing and publicity too. It's a way to communicate with a very large number of people and it is potentially possible to reach a super wide audience.
Attention: as many good things, it has a darkside: Internet can be a supertool if you can use it correctly. But if you end up procrastinating on Youtube watching kitties or if you don't pay attention at the sources of information, it can become of course a big limit for your personal growth :P
ENGLISHit's our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.
MOVE
Nowadays it is cheaper to travel, easier to book a plane ticket (or bus! or high speed train! or car sharing!) and go somewhere far away from our hometown. Just think about it and realize how difficult and rare it was for our grandparents to move!
In Europe it is even easier, because we don't need any visa to cross the borders and we have the same currency!
Many times, while travelling abroad and meeting other boys and girls like me, I felt a sense of belonging to the same huge young generation of globalization.
When I was in Toronto I felt this even more. Toronto is the most multicultural city in the World! Everyone you meet there is actually from Toronto, but everyone with his own personal and different backgroud.
When I was in Toronto I felt this even more. Toronto is the most multicultural city in the World! Everyone you meet there is actually from Toronto, but everyone with his own personal and different backgroud.
Many times it felt weird to ask people: “Where are you from?” It's sometimes nonsense and not enough anymore. A good question could be: “What's your background?” or “Where are you local?” (as a very interesting Ted talk by Taiye Selasi suggested).
CONCLUSION
SO this post is basically to remind myself and everyone else
that we are so lucky, we should not take all this for granted, but we should think about how we can use this in the best constructive way.
(Note, I am European and I talk especially about Europe, because that is my personal experience. But if there is some reader out there from other part of our planet, I would be glad to hear their opinion about this).
CONCLUSION
SO this post is basically to remind myself and everyone else
that we are so lucky, we should not take all this for granted, but we should think about how we can use this in the best constructive way.
(Note, I am European and I talk especially about Europe, because that is my personal experience. But if there is some reader out there from other part of our planet, I would be glad to hear their opinion about this).
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[IT]
(even if you are Italian.... why don't make an effort and just practice your English? :P)
Spesso mi fermo a pensare che la mia generazione è molto fortunata, si trova in un momento interessante e vive in un'epoca meravigliosa: abbiamo una potenzialità immesa e di questo oggi voglio parlare.
Siamo d'accordo che ci troviamo nella fetta fortunata del pianeta, anche solo perché abbiamo cibo tutti i giorni, acqua pulita e un tetto sopra la testa.
Oggi qui vi voglio dire perché secondo me siamo ancora più fortunati, specialmente se facciamo parte della generazione giovane (diciamo under trenta, dai!)
Sto parlando in particolare di tre super poteri che abbiamo oggigiorno: Internet, la lingua inglese come idioma comune e la possibilità di viaggiare più facilmente di prima.
Non è mai stato facile come oggi muoversi e comunicare.
Specialmente le giovani generazioni hanno in mano queste grandi chances e opportunità.
I principali punti su cui mi voglio concentrare sono internet, la globalizzazione, l'Europa e l'inglese.
La mia generazione è stata una delle prime generazioni Erasmus e ha avuto la grande fortuna di trascorrere un periodo più o meno lungo all'estero, conoscere altri giovani di altre nazioni, espandere i propri orizzonti e le proprie possibilità e entrare un contatto diretto con altre culture.
Entro nel dettaglio dei singoli punti e poi vi esongo la mia conclusione:
Considerate i seguenti punti: - siamo stati la prima generazione Erasmus
- costi viaggi proporzionalmente più affordabili
- lingua comune inglese
- internet, comunicazione senza limiti!
INTERNET
In internet c'è tutto. Internet è un'immensa fonte di apprendimento, se si sa dove cercare. Con questo potente mezzo, che oggi abbiamo praticamente tutti e praticamente a costo zero, possiamo imparare qualsiasi cosa, trovare cose e persone, trovare risposte, essere in contatto con persone dall'altro lato del globo. E' addirittura possibile usarlo come piattaforma per auto pubblicizzarsi. Si può comunicare con una fetta molto grande di persone ed è potenzialmente possibile raggiungere un grande numero di utenti.
Attenzione però: come ogni buona cosa, ha un lato oscuro. Infatti Internet è un super aggeggio se lo si sa usare correttamente. Per fare questo bisogna per esempio controllare le fonti che si usano e non procrastinare in mille modi su Youtube o altrove.
ENGLISH( questa non la traduco per principio)
It is our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.
Muoversi/viaggiare
Ormai viaggiare costa relativamente poco, soprattutto se paragonato all'epoca dei nostri nonni. E' assai più facile prenotare un volo, un pullman, un treno o anche un passaggio in macchina (car-pooling o sharing).
In Europa è ancora più facile e dobbiamo renderci conto della fortuna che abbiamo di poter attraversare i confini senza nemmeno accorgercene, senza bisogno di visti, permessi o di cambiare moneta!
Molte volte, viaggiando all'estero e incontrando altri ragazzi e ragazze come me, ho sentito un senso di appartenenza a questa grande generazione della globalizzazione. E' una sensazione estremamente bella, che mi dà un sacco di speranza nel futuro.
Quando mi trovavo a Toronto ho sentito qualcosa di molto simile.
Toronto è la città più multiculturale al mondo! Ogni persona che incontravo era effettivamente di Toronto, ma ognuno aveva un personale e diverso background.
Molte volte sembrava strano chiedere "Where are you from?" e in effetti talvolta è una domanda senza senso oppure non è abbastanza. E' proprio in quella metropoli che ho imparato invece a chiedere "What's your background?", che trovo una domanda geniale.
Per approfondire questo argomento molto interessante (e a mio parere sempre più attuale) consiglio il bellissimo Ted talk “Where are you local?” (clicca qui per il TED talk di Taiye Selasi).
CONCLUSIONI
Questo post di oggi serve essenzialmente come reminder per me, ma anche per tutti voi, per ricordare quanto siamo fortunati e anche che non dobbiamo dare tutto questo per scontato, ma anzi trovare il miglior modo per sfruttare questa condizione in un modo costruttivo.
(Nota finale, anche se mi pare ovvia. In quanto italiana e europea, io parlo della mia esperienza in questo continente e nella mia fortunata condizione. Parlo della mia esperienza personale, ma so bene che altrove questa stessa generazione può viverla diversamente. Sarebbe anzi interessante sentire il parere di qualcun altro che si trova per esempio in un altro continente o emisfero).
Tuesday, September 5, 2017
BACKUP
Il BACKUP è il salvataggio del lavoro fatto su diversi supporti.
Va fatto almeno su un hard disk esterno, nei migliori dei casi anche su un secondo supporto esterno.
Il backup è quella cosa che se non la fai, ti mangi le mani.
Il backup è utilissimo in caso di perdita di dati (ahimè, succede).
Sviste, crash del programma, furto, incendio, cadute rovinose dalle scale, rapimento alieni... tutto.
E' ottimo poter recuperare l'ultima versione salvata, per non dover perdere tutto il lavoro fatto.
Soprattutto quando si lavora su commissioni e per o con altre persone, è di vitale importanza avere la sicurezza di uno o più backup.
In questi casi è bene fare rientrare il momento del backup a fine giornata dentro la routine quotidiana. (vedi il post correlato sulle buone abitudini)
Un paio di consigli:
il doppio backup: come accennato prima, è bene avere due supporti su cui salvare il lavoro fatto. Perché non si sa mai ("non si sa mai" è il mantra del backup) e perché tutto potrebbe accadere anche a un hard disk.
E' bene anche tenere i vari supporti in posti diversi, però!
il doppiodoppio backup
E' un metodo che credo di avere inventato, ma forse esiste già.
Essendo una persona ansiosa, non si è mai abbastanza sicuri. Per questo uso il doppiodoppio backup.
Significa avere come backup non solo l'ultima versione fatta, ma anche la penultima, che non si sa mai.
La procedura, per non confondersi è questa (solo per ansiosi professionisti):
- giorno 1:
Salvare sull'hard disk la versione salvata del progetto:
Es:
"Progetto".
- giorno 2
Dopo essere andati avanti col progetto, a fine giornata backuppare.
Non eliminare il vecchio backup! ma rinominarlo:
"Progetto_old"
e poi accanto backuppare la nuova versione e chiamarla "Progetto".
- dal giorno 3 in avanti la procedura sarà questa:
eliminare il "Progetto_old"
rinominare il "Progetto" con "Progetto_old"
E backuppare la nuovissima versione con il nome "Progetto".
Volendo si può aggiungere la data, se avete paura di confondervi.
Make sense? Spero di sì, perché in realtà è più complicato a parole che nei fatti.
Ho lavorato con degli studi che semplicemente creavano una cartella chiamata "old" e lì dentro trascinavano tutti i vecchi backup, chiamati Progetto_V_01, Progetto_V_02, Progetto_V_03....etc
Ma per fare così serve un' enorme quantità di spazio e non sempre ce lo possiamo permettere, soprattutto con intere cartelle di progetto.
Ultimo tipp, per backup arrangiati: Backup online: Dropbox, Google Drive.. sono piattaforme online si solito usate per la condivisione di dati, a mali estremi e per dimensioni non troppo grosse possono essere usati anche come backup.
Ultimo mantra sempre utile che ho imparato alla scuola di animazione:
"salva spesso, salva adesso"!
Va fatto almeno su un hard disk esterno, nei migliori dei casi anche su un secondo supporto esterno.
Il backup è quella cosa che se non la fai, ti mangi le mani.
Il backup è utilissimo in caso di perdita di dati (ahimè, succede).
Sviste, crash del programma, furto, incendio, cadute rovinose dalle scale, rapimento alieni... tutto.
E' ottimo poter recuperare l'ultima versione salvata, per non dover perdere tutto il lavoro fatto.
Soprattutto quando si lavora su commissioni e per o con altre persone, è di vitale importanza avere la sicurezza di uno o più backup.
In questi casi è bene fare rientrare il momento del backup a fine giornata dentro la routine quotidiana. (vedi il post correlato sulle buone abitudini)
Un paio di consigli:
il doppio backup: come accennato prima, è bene avere due supporti su cui salvare il lavoro fatto. Perché non si sa mai ("non si sa mai" è il mantra del backup) e perché tutto potrebbe accadere anche a un hard disk.
E' bene anche tenere i vari supporti in posti diversi, però!
il doppiodoppio backup
E' un metodo che credo di avere inventato, ma forse esiste già.
Essendo una persona ansiosa, non si è mai abbastanza sicuri. Per questo uso il doppiodoppio backup.
Significa avere come backup non solo l'ultima versione fatta, ma anche la penultima, che non si sa mai.
La procedura, per non confondersi è questa (solo per ansiosi professionisti):
- giorno 1:
Salvare sull'hard disk la versione salvata del progetto:
Es:
"Progetto".
- giorno 2
Dopo essere andati avanti col progetto, a fine giornata backuppare.
Non eliminare il vecchio backup! ma rinominarlo:
"Progetto_old"
e poi accanto backuppare la nuova versione e chiamarla "Progetto".
- dal giorno 3 in avanti la procedura sarà questa:
eliminare il "Progetto_old"
rinominare il "Progetto" con "Progetto_old"
E backuppare la nuovissima versione con il nome "Progetto".
Volendo si può aggiungere la data, se avete paura di confondervi.
Make sense? Spero di sì, perché in realtà è più complicato a parole che nei fatti.
Ho lavorato con degli studi che semplicemente creavano una cartella chiamata "old" e lì dentro trascinavano tutti i vecchi backup, chiamati Progetto_V_01, Progetto_V_02, Progetto_V_03....etc
Ma per fare così serve un' enorme quantità di spazio e non sempre ce lo possiamo permettere, soprattutto con intere cartelle di progetto.
Ultimo tipp, per backup arrangiati: Backup online: Dropbox, Google Drive.. sono piattaforme online si solito usate per la condivisione di dati, a mali estremi e per dimensioni non troppo grosse possono essere usati anche come backup.
Ultimo mantra sempre utile che ho imparato alla scuola di animazione:
"salva spesso, salva adesso"!
Monday, August 21, 2017
La SOLITUDINE dei freelancers
Essere freelance significa non avere un datore di lavoro, ma fare da sè. Significa essere un libero professionista che si autogestisce tutto quanto e cerca dei clienti per cui lavorare.
E' un modo di lavorare molto autonomo che offre grandi libertà, ma che allo stesso tempo richiede estrema organizzazione e intraprendenza.
Ho deciso di lanciarmi in questo mondo appena finita la mia formazione e qui cercherò di spiegare quello che ho imparato (e sto ancora imparando) e di descriverne i pro e i contro. Ovviamente mi riferisco al mio campo ( nel senso più ampio: animazione, video making, illustrazione), ma cercherò di comprendere anche aspetti generali che possono essere applicati a tutti i freelancer.
In quanto freelance dovrai essere un tuttofare!
This is a one-man-show, baby!
Sarai il tuo capo, l'operaio, il contabile, il responsabile del marketing e delle relazioni col pubblico, il tuo agente, ...tutto!
Come si può dedurre da questo blog estremamente maniacale e fatto di liste, sono una persona piuttosto organizzata con una lieve mania al controllo :P
Questo mi rende sicuramente la vita da freelance più facile.
PRO
- lavorare da casa
ossia, in pigiama, senza perdere ore nel traffico
- più in generale, avere una flessibilità quasi illimitata riguardo spazio e tempo:
puoi decidere di lavorare al mare, dalla cantina, dal Polo nord, di notte o all'alba o di domenica. L'importante è fare le cose bene entro la deadline stabilita, tutto il resto delle variabili che gravitano attorno puoi gestirle come vuoi.
- possibilità di scegliere i propri clienti e lavori
all'inizio probabilmente accetteremo qualsiasi tipo di lavoro per poter ingranare, ma col tempo emergerà questo lato positivo della vita da freelancer: non dover accettare un lavoro assegnato dal capo, ma cercare/accettare i progetti che ci stimolano, che rientrano "nei nostri schemi", che ci piacciono! Inoltre è possibile anche scegliere la propria tariffa oraria, siccome siamo noi a emettere i nostri preventivi. (vedi come fare un preventivo e come fare una fattura)
Insieme a questo punto aggiungerei anche che i lavori che si fanno sono più "personali", rispecchiano il proprio stile, possono tranquillamente andare a rimpolpare il portfolio e sono lavori decisamente più "artistici".
- lavorare all'estero, dall'estero, per l'estero
questo è per me un punto a favore a priori di questo tipo di approcio al lavoro, che mi permette di lavorare con più paesi contemporaneamente (e pagare le tasse in uno solo).
CONTRO
- è difficile tutta questa organizzazione per chi tende alla procrastinazione o ha bisogno di essere spronato, ispirato, o avvertito delle imminenti deadlines.
- lo stesso "pro" dell'essere a casa propria si può facilmente tramutare in un "contro" se siete propensi a distrarvi col gatto, surfando iternet, dormendo eccessivamente al mattino e aprendo il frigo. Diciamocelo, la propria casa non è esattamente un posto buono per concentrarsi.
Inoltre lavorare, vivere, dormire e mangiare tra 4 mura a volte si rivela un tantino TROPPO.
- Limiti di attrezzatura
Non essere in uno studio/ufficio comporta limiti di attrezzatura, spazio, tecnologia. In uno studio ti viene fornita una bella postazione, una sedia adatta al tuo lavoro, un PC, tutti i softwares che ti servono, una postazione come si deve, e altri "lussi" extra come per esempio una fotocopiatrice o un server potentissimo per backuppare tutto quanto... Come freelance, invece, tu crei la tua postazione in un angolino del tuo soggiorno o della tua camera, cerchi una sedia che non ti distrugga la schiena e compri tutta l'attrezzatura. Come freelance tu pagherai per tutto questo e ne sarai responsabile. Se il computer muore vicino a una consegna, tu ne sei responsabile e devi risolvere al più presto il problema.
Questo è forse per me il punto più rilevante. Innanzitutto perché sono estremamente nomade e mi è difficile avere una postazione decente, in secondo luogo perché mi è già successo di avere problemi tecnici e di dover sistemare la faccenda al più presto con le mie sole forze.
- Asocialità
Il fatto di non dovere uscire la mattina e aspettare alla fermata, prendere un bus, camminare per la città, prendere ascensori, interagire con segretarie e colleghi... porterà facilmente a passare alcune giornate interamente chiusi in casa e da soli. E a non incontrare esseri umani a volte per giornate intere. Questo è un po' alienante e, secondo me, non esattamente salutare.
- Feedbacks
altro punto piuttosto cruciale per me: in un lavoro artistico (forse anche in altri!) c'è bisogno di un feedback esterno riguardo al progetto su cui stai lavorando. Dopo ore, giorni, settimane che si suda su un progetto, si perde un po' oggettività ed è difficile valutare lucidamente come si sta procedendo. Un opinione di una persona esterna è sempre un bene e da freelancer nomade è una delle cose che mi manca di più in assoluto. Per fortuna ci sono internet, skype e animatori gentili disponibili, ma a volte non bastano. Avere un buon amico che sa di cosa stai parlando e che ha un buon gusto e competenza è, in questi casi, essenziale.
- movimento
last but not least: sembra banale, ma per tante persone in questo mondo il viaggio casa-ufficio è l'unico movimento fisico che si fa. Un po' di bici, un po' di scale, un po' di corridoi... E' importante non diventare un freelancer couch potato e integrare nella propria routine del movimento fisico, dello sport. Questo si può combinare con la "cura all'asocilità", trovando anche contatti sociali esterni, ma mi dilungherò più sotto a riguardo.
In conclusione
Per essere freelancer sani bisogna, come in ogni cosa, saper trovare il nostro personale e giusto equilibrio che non ci fa diventare matti e che ci permette di vivere (non solo sopravvivere!).
Forse non tutti siamo nati per essere freelancer, perché bisogna essere piuttosto intraprendenti, organizzati e flessibili, ma tutto si può imparare (e io imparo ogni giorno un nuovo pezzetto)!
Idee, trucchetti, consigli (il solito miscellaneous finale)
- I classici coworking sono studi dove tanti freelancers solitari si mettono insieme e condividono uno spazio. Ognuno lavora per i fatti suoi, ma in un ambiente più sociale e con l'impressione di avere colleghi!
Questo è bene per diversi motivi. Crea interazione sociale, ti fa uscire di casa, offre tanti feedbacks in un raggio d'azione piuttosto limitato e crea anche social commitments, cioè l'impressione di dover rendere conto ad altri del proprio lavoro e della propria produttività.
- Creare una routine nella non routine
Come freelancer sembra non avere una routine, perché non si hanno orari da rispettare, meetings, pause pranzo, ponti e weekend di vacanza. E' però bene crearsi una propria personale routine di vita e lavoro, in modo da non farsi divorare dal lavoro.
- Per questo fine è utile cercare nel mondo esterno alcune attività, gruppi per fare altre cose non lavorative, come hobbies o sports. Con uno sport oltre al problema sociale risolviamo anche quello del movimento, accennato poco sopra!
In ultimo, è bene cercare di prendere parte a eventi legati al nostro campo. Nel mio caso per esempio sono importantissimi i festivals di animazione. Servono per non estraniarsi dal proprio mondo lavorativo, servono per restare aggiornati e connessi e per fare networking e ampliare il proprio mercato (vedi post dedicato sugli eventi di animazione).
E' un modo di lavorare molto autonomo che offre grandi libertà, ma che allo stesso tempo richiede estrema organizzazione e intraprendenza.
Ho deciso di lanciarmi in questo mondo appena finita la mia formazione e qui cercherò di spiegare quello che ho imparato (e sto ancora imparando) e di descriverne i pro e i contro. Ovviamente mi riferisco al mio campo ( nel senso più ampio: animazione, video making, illustrazione), ma cercherò di comprendere anche aspetti generali che possono essere applicati a tutti i freelancer.
In quanto freelance dovrai essere un tuttofare!
This is a one-man-show, baby!
Sarai il tuo capo, l'operaio, il contabile, il responsabile del marketing e delle relazioni col pubblico, il tuo agente, ...tutto!
Come si può dedurre da questo blog estremamente maniacale e fatto di liste, sono una persona piuttosto organizzata con una lieve mania al controllo :P
Questo mi rende sicuramente la vita da freelance più facile.
PRO
- lavorare da casa
ossia, in pigiama, senza perdere ore nel traffico
- più in generale, avere una flessibilità quasi illimitata riguardo spazio e tempo:
puoi decidere di lavorare al mare, dalla cantina, dal Polo nord, di notte o all'alba o di domenica. L'importante è fare le cose bene entro la deadline stabilita, tutto il resto delle variabili che gravitano attorno puoi gestirle come vuoi.
- possibilità di scegliere i propri clienti e lavori
all'inizio probabilmente accetteremo qualsiasi tipo di lavoro per poter ingranare, ma col tempo emergerà questo lato positivo della vita da freelancer: non dover accettare un lavoro assegnato dal capo, ma cercare/accettare i progetti che ci stimolano, che rientrano "nei nostri schemi", che ci piacciono! Inoltre è possibile anche scegliere la propria tariffa oraria, siccome siamo noi a emettere i nostri preventivi. (vedi come fare un preventivo e come fare una fattura)
Insieme a questo punto aggiungerei anche che i lavori che si fanno sono più "personali", rispecchiano il proprio stile, possono tranquillamente andare a rimpolpare il portfolio e sono lavori decisamente più "artistici".
- lavorare all'estero, dall'estero, per l'estero
questo è per me un punto a favore a priori di questo tipo di approcio al lavoro, che mi permette di lavorare con più paesi contemporaneamente (e pagare le tasse in uno solo).
CONTRO
- è difficile tutta questa organizzazione per chi tende alla procrastinazione o ha bisogno di essere spronato, ispirato, o avvertito delle imminenti deadlines.
- lo stesso "pro" dell'essere a casa propria si può facilmente tramutare in un "contro" se siete propensi a distrarvi col gatto, surfando iternet, dormendo eccessivamente al mattino e aprendo il frigo. Diciamocelo, la propria casa non è esattamente un posto buono per concentrarsi.
Inoltre lavorare, vivere, dormire e mangiare tra 4 mura a volte si rivela un tantino TROPPO.
- Limiti di attrezzatura
Non essere in uno studio/ufficio comporta limiti di attrezzatura, spazio, tecnologia. In uno studio ti viene fornita una bella postazione, una sedia adatta al tuo lavoro, un PC, tutti i softwares che ti servono, una postazione come si deve, e altri "lussi" extra come per esempio una fotocopiatrice o un server potentissimo per backuppare tutto quanto... Come freelance, invece, tu crei la tua postazione in un angolino del tuo soggiorno o della tua camera, cerchi una sedia che non ti distrugga la schiena e compri tutta l'attrezzatura. Come freelance tu pagherai per tutto questo e ne sarai responsabile. Se il computer muore vicino a una consegna, tu ne sei responsabile e devi risolvere al più presto il problema.
Questo è forse per me il punto più rilevante. Innanzitutto perché sono estremamente nomade e mi è difficile avere una postazione decente, in secondo luogo perché mi è già successo di avere problemi tecnici e di dover sistemare la faccenda al più presto con le mie sole forze.
- Asocialità
Il fatto di non dovere uscire la mattina e aspettare alla fermata, prendere un bus, camminare per la città, prendere ascensori, interagire con segretarie e colleghi... porterà facilmente a passare alcune giornate interamente chiusi in casa e da soli. E a non incontrare esseri umani a volte per giornate intere. Questo è un po' alienante e, secondo me, non esattamente salutare.
- Feedbacks
altro punto piuttosto cruciale per me: in un lavoro artistico (forse anche in altri!) c'è bisogno di un feedback esterno riguardo al progetto su cui stai lavorando. Dopo ore, giorni, settimane che si suda su un progetto, si perde un po' oggettività ed è difficile valutare lucidamente come si sta procedendo. Un opinione di una persona esterna è sempre un bene e da freelancer nomade è una delle cose che mi manca di più in assoluto. Per fortuna ci sono internet, skype e animatori gentili disponibili, ma a volte non bastano. Avere un buon amico che sa di cosa stai parlando e che ha un buon gusto e competenza è, in questi casi, essenziale.
- movimento
last but not least: sembra banale, ma per tante persone in questo mondo il viaggio casa-ufficio è l'unico movimento fisico che si fa. Un po' di bici, un po' di scale, un po' di corridoi... E' importante non diventare un freelancer couch potato e integrare nella propria routine del movimento fisico, dello sport. Questo si può combinare con la "cura all'asocilità", trovando anche contatti sociali esterni, ma mi dilungherò più sotto a riguardo.
In conclusione
Per essere freelancer sani bisogna, come in ogni cosa, saper trovare il nostro personale e giusto equilibrio che non ci fa diventare matti e che ci permette di vivere (non solo sopravvivere!).
Forse non tutti siamo nati per essere freelancer, perché bisogna essere piuttosto intraprendenti, organizzati e flessibili, ma tutto si può imparare (e io imparo ogni giorno un nuovo pezzetto)!
Idee, trucchetti, consigli (il solito miscellaneous finale)
- I classici coworking sono studi dove tanti freelancers solitari si mettono insieme e condividono uno spazio. Ognuno lavora per i fatti suoi, ma in un ambiente più sociale e con l'impressione di avere colleghi!
Questo è bene per diversi motivi. Crea interazione sociale, ti fa uscire di casa, offre tanti feedbacks in un raggio d'azione piuttosto limitato e crea anche social commitments, cioè l'impressione di dover rendere conto ad altri del proprio lavoro e della propria produttività.
- Creare una routine nella non routine
Come freelancer sembra non avere una routine, perché non si hanno orari da rispettare, meetings, pause pranzo, ponti e weekend di vacanza. E' però bene crearsi una propria personale routine di vita e lavoro, in modo da non farsi divorare dal lavoro.
- Per questo fine è utile cercare nel mondo esterno alcune attività, gruppi per fare altre cose non lavorative, come hobbies o sports. Con uno sport oltre al problema sociale risolviamo anche quello del movimento, accennato poco sopra!
In ultimo, è bene cercare di prendere parte a eventi legati al nostro campo. Nel mio caso per esempio sono importantissimi i festivals di animazione. Servono per non estraniarsi dal proprio mondo lavorativo, servono per restare aggiornati e connessi e per fare networking e ampliare il proprio mercato (vedi post dedicato sugli eventi di animazione).
Friday, July 7, 2017
ANIMATION events
If you're someone working in the animation industry
there're few events you should attend once in a while
- to keep you updated
- to networking with the international animation community
- to promote yourself
(if you have your work screened, it's therefore a great chance to make new contacts and also to travel and get to know better the animation industry in other countries).
These are festivals and other related events (screenings, pitching, conferences).
At these events animated films are screened and there is often a competition = prizes. Prizes can be money, but often just a trophy or a certificate.
Festivals are the biggest place for short films: infact, they're usually not thought to be sold, screened in cinemas or tvs.
Conferences and other kind of events are usually focused on one topic (sound, FX, VR, gaming...) and very good for updating or networking in a specific area.
I will list here some of the biggest and most important events in Europe that I know (I am sorry, I don't know much about the rest of the world and I can better tell about the festivals I visited and saw with my eyes).
I am filling out also a bigger table with all the festivals and deadlines, but I still have to figure out how to add it in the blog.
Some European animation festivals:
International Animated Festival of Annecy
Animateka
Animafest Zagreb
Fantoche(Svizzera)
KLIK Amsterdam
KROK(Russia, non proprio Europa...)
MONSTRA (Lisbona)
The older a festival is, the more reliable it is.
Sometimes it happens that animation shorts end up in regular film festivals or cinema festivals, but usually their place is in festivals which are entirely dedicated to animation.
For example: Clermont Ferrand Festival is a very famous festival for short film (any kind); it has a dedicated section for animation.
Also the famous Canne Film Festival may screen some animations, exactly as the Berlinale.
Italian animation festivals
Cartoon on the Bay
GIFFONI Film Festival
LAGO film fest
FANO INTERNATIONAL FILM FESTIVALEUGANEA (Padua)
IMAGINARIA Film Festival,ConversanoZabut International animated short-FF,
Animaphix
Savoca
Cartoon Club (Rimini)Visioni italiane (Bologna)
Keep an eye on the festivals!
This is a good website to find animation festivals and also to keep track of the deadines: http://www.animation-festivals.com/
There are some platforms (like filmfreeway, festhome or realport) that makes this work easier in a way, because you create your own account, you upload already all your material and then you submit to festivals with a click.There are some platforms (like filmfreeway, festhome or realport) that makes this work easier in a way, because you create your own account, you upload already all your material and then you submit to festivals with a click.
(vedi anche Presskit e Marketing per il proprio cortometraggio)
Another way to find out about new festivals and deadlines is in festivals' catalogues, or flayers givet at other festivals/events/fairs.
PITCH EVENTS: (for some of them I wrote dedicated posts)
- Cartoon movie, Cartoon Forum, C springboard (di Cartoon d'or)
- Animation Production Day
- There are pitch events during Annecy's Festival
- it's actuallty possible to make a pitch everytime with a production company, just scheduling a meeting. (See pitch and elevator pitch)
OTHER:
- FMX Stuttgart - During the Animation Festival in Stuttgart: Effects, VR, etc
- PICTOPLASMA
- MAZE: Indipendent Videogames Festival, Berlin (april)
TIPS:
try to be 100% at these events
healthy, positive, happy, clean, nice
This will give an open impression, higher success for networking and higher performance too, because you feel good and confident.
Take care of yourself, especially the night before an important event/pitch
and even more if you had an hard travel.
INFO DI SERVIZIO:
Sto scrivendo alcuni posts che si chiamano "event report" per descrivere nel dettaglio la mia esperienza ai festival a cui ho partecipato e raccontare i pro e i contro di ogni evento.
nota: per quelli che mi sono amici su fb, andare a vedere la lista dei miei Likes per avere un gran numero di eventi, festival e altro (anche studi) , da cui avere news, updates, open call, reminders.
there're few events you should attend once in a while
- to keep you updated
- to networking with the international animation community
- to promote yourself
(if you have your work screened, it's therefore a great chance to make new contacts and also to travel and get to know better the animation industry in other countries).
These are festivals and other related events (screenings, pitching, conferences).
At these events animated films are screened and there is often a competition = prizes. Prizes can be money, but often just a trophy or a certificate.
Festivals are the biggest place for short films: infact, they're usually not thought to be sold, screened in cinemas or tvs.
Conferences and other kind of events are usually focused on one topic (sound, FX, VR, gaming...) and very good for updating or networking in a specific area.
I will list here some of the biggest and most important events in Europe that I know (I am sorry, I don't know much about the rest of the world and I can better tell about the festivals I visited and saw with my eyes).
I am filling out also a bigger table with all the festivals and deadlines, but I still have to figure out how to add it in the blog.
Some European animation festivals:
International Animated Festival of Annecy
Animateka
Animafest Zagreb
Fantoche(Svizzera)
KLIK Amsterdam
KROK(Russia, non proprio Europa...)
MONSTRA (Lisbona)
The older a festival is, the more reliable it is.
Sometimes it happens that animation shorts end up in regular film festivals or cinema festivals, but usually their place is in festivals which are entirely dedicated to animation.
For example: Clermont Ferrand Festival is a very famous festival for short film (any kind); it has a dedicated section for animation.
Also the famous Canne Film Festival may screen some animations, exactly as the Berlinale.
Italian animation festivals
Cartoon on the Bay
GIFFONI Film Festival
LAGO film fest
FANO INTERNATIONAL FILM FESTIVALEUGANEA (Padua)
IMAGINARIA Film Festival,ConversanoZabut International animated short-FF,
Animaphix
Savoca
Cartoon Club (Rimini)Visioni italiane (Bologna)
Keep an eye on the festivals!
This is a good website to find animation festivals and also to keep track of the deadines: http://www.animation-festivals.com/
There are some platforms (like filmfreeway, festhome or realport) that makes this work easier in a way, because you create your own account, you upload already all your material and then you submit to festivals with a click.There are some platforms (like filmfreeway, festhome or realport) that makes this work easier in a way, because you create your own account, you upload already all your material and then you submit to festivals with a click.
(vedi anche Presskit e Marketing per il proprio cortometraggio)
Another way to find out about new festivals and deadlines is in festivals' catalogues, or flayers givet at other festivals/events/fairs.
PITCH EVENTS: (for some of them I wrote dedicated posts)
- Cartoon movie, Cartoon Forum, C springboard (di Cartoon d'or)
- Animation Production Day
- There are pitch events during Annecy's Festival
- it's actuallty possible to make a pitch everytime with a production company, just scheduling a meeting. (See pitch and elevator pitch)
OTHER:
- FMX Stuttgart - During the Animation Festival in Stuttgart: Effects, VR, etc
- PICTOPLASMA
- MAZE: Indipendent Videogames Festival, Berlin (april)
TIPS:
try to be 100% at these events
healthy, positive, happy, clean, nice
This will give an open impression, higher success for networking and higher performance too, because you feel good and confident.
Take care of yourself, especially the night before an important event/pitch
and even more if you had an hard travel.
INFO DI SERVIZIO:
Sto scrivendo alcuni posts che si chiamano "event report" per descrivere nel dettaglio la mia esperienza ai festival a cui ho partecipato e raccontare i pro e i contro di ogni evento.
nota: per quelli che mi sono amici su fb, andare a vedere la lista dei miei Likes per avere un gran numero di eventi, festival e altro (anche studi) , da cui avere news, updates, open call, reminders.
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