un freelance è...
one-man band!
un freelance quindi si trova a ricoprire, per se stesso, un'infinità di figure e a cambiare spesso abito.
Dal punto di vista finanziario, si è "libero professinista", non dipendente dallo stato. Questo significa...
In alcuni stati, come in Germania, significa anche che bisogna prendersi carico al 100% delle spese sanitarie (mentre in una situazione da dipendente il 50% di queste spese è coperto dal datore di lavoro).
Consigli
avere le idee chiare
prepararsi a anni di duro lavoro per "ingranare" - accettare lavori diversi...
”If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” – Lucius Annaeus Seneca
essere pronti al peggio e agli up n down
un freelance si deve adattare ai lavori che capitano, soprattutto all'inizio per ingranare, ma forse anche dopo. Ci sono momenti di magra che un dipendente non conosce e che bisogna saper superare, con inventiva, creatività e positività.
(vedi think outside the box)
essere professionale che significa avere un comportamento professionale,
ma anche rendersi raggiungibile, mettendo la propria e-mail in evidenza sul proprio sito,..
portfolio (vedi portfolio) aggiornarlo
In quanto freelancer si è sempre sulla piazza, sempre in cerca, mai tranquilli. E' uno stile di vita, in cui non puoi mai del tutto rilassarti sulla sedia, perché devi già pensare a cercare il prossimo cliente, sollecitare un pagamento o pensare alle tasse.
curare contatto coi clienti - social, ma anche personale
essere organizzato
non farsi distrarre
separare lavoro e personale soprattutto per chi lavora da casa, questo punto è fondamentale.
qui ho trovato un sacco di utili informazioni, non posso che condividere fino all'ultima parola
In quel sito c'è un saaaaaccco di roba interessante e c'è da perdersi e imparare un sacco.
agente??
lavorare con uno studio?
pro e contro
- alone (consigli da buoni amici, ma lupo solitario) solo anche con tutte le noie burocratiche, finanziarie, tasse, .. come detto prima devi essere un po' tutti
- gestire il tempo (per alcuni può essere una cosa positiva, per altri no, mancanza di qualcuno che controlla)
La moneta di scambio per tutto quello elencato prima credo sia, alla fin fine, la libertà. In quanto freelancers si ha più liberta di tempo e spazio (possibilità di lavorare con i propri orari e quasi in ogni luogo), libertà di scegliere quale tipo di lavoro si vuole prendere/accettare.
vedi anche : la solitudine dei freelancers
http://www.creativeboom.com/tips/how-to-survive-your-first-year-as-a-freelancer/
survival kit di organizzazione dell'animatore - l'organizzazione è un passo verso la riuscita
Showing posts with label time. Show all posts
Showing posts with label time. Show all posts
Thursday, August 23, 2018
Sunday, September 24, 2017
INTERNET-ENGLISH-TRAVEL = we are so damn lucky
(versione italiana sotto)
__________________________________________________________________________________
[IT]
(even if you are Italian.... why don't make an effort and just practice your English? :P)
Spesso mi fermo a pensare che la mia generazione è molto fortunata, si trova in un momento interessante e vive in un'epoca meravigliosa: abbiamo una potenzialità immesa e di questo oggi voglio parlare.
Siamo d'accordo che ci troviamo nella fetta fortunata del pianeta, anche solo perché abbiamo cibo tutti i giorni, acqua pulita e un tetto sopra la testa.
Oggi qui vi voglio dire perché secondo me siamo ancora più fortunati, specialmente se facciamo parte della generazione giovane (diciamo under trenta, dai!)
Sto parlando in particolare di tre super poteri che abbiamo oggigiorno: Internet, la lingua inglese come idioma comune e la possibilità di viaggiare più facilmente di prima.
Non è mai stato facile come oggi muoversi e comunicare.
Specialmente le giovani generazioni hanno in mano queste grandi chances e opportunità.
I principali punti su cui mi voglio concentrare sono internet, la globalizzazione, l'Europa e l'inglese.
La mia generazione è stata una delle prime generazioni Erasmus e ha avuto la grande fortuna di trascorrere un periodo più o meno lungo all'estero, conoscere altri giovani di altre nazioni, espandere i propri orizzonti e le proprie possibilità e entrare un contatto diretto con altre culture.
Entro nel dettaglio dei singoli punti e poi vi esongo la mia conclusione:
Considerate i seguenti punti: - siamo stati la prima generazione Erasmus
- costi viaggi proporzionalmente più affordabili
- lingua comune inglese
- internet, comunicazione senza limiti!
INTERNET
In internet c'è tutto. Internet è un'immensa fonte di apprendimento, se si sa dove cercare. Con questo potente mezzo, che oggi abbiamo praticamente tutti e praticamente a costo zero, possiamo imparare qualsiasi cosa, trovare cose e persone, trovare risposte, essere in contatto con persone dall'altro lato del globo. E' addirittura possibile usarlo come piattaforma per auto pubblicizzarsi. Si può comunicare con una fetta molto grande di persone ed è potenzialmente possibile raggiungere un grande numero di utenti.
Attenzione però: come ogni buona cosa, ha un lato oscuro. Infatti Internet è un super aggeggio se lo si sa usare correttamente. Per fare questo bisogna per esempio controllare le fonti che si usano e non procrastinare in mille modi su Youtube o altrove.
ENGLISH( questa non la traduco per principio)
It is our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.
Muoversi/viaggiare
Ormai viaggiare costa relativamente poco, soprattutto se paragonato all'epoca dei nostri nonni. E' assai più facile prenotare un volo, un pullman, un treno o anche un passaggio in macchina (car-pooling o sharing).
In Europa è ancora più facile e dobbiamo renderci conto della fortuna che abbiamo di poter attraversare i confini senza nemmeno accorgercene, senza bisogno di visti, permessi o di cambiare moneta!
Molte volte, viaggiando all'estero e incontrando altri ragazzi e ragazze come me, ho sentito un senso di appartenenza a questa grande generazione della globalizzazione. E' una sensazione estremamente bella, che mi dà un sacco di speranza nel futuro.
Quando mi trovavo a Toronto ho sentito qualcosa di molto simile.
Toronto è la città più multiculturale al mondo! Ogni persona che incontravo era effettivamente di Toronto, ma ognuno aveva un personale e diverso background.
Molte volte sembrava strano chiedere "Where are you from?" e in effetti talvolta è una domanda senza senso oppure non è abbastanza. E' proprio in quella metropoli che ho imparato invece a chiedere "What's your background?", che trovo una domanda geniale.
Per approfondire questo argomento molto interessante (e a mio parere sempre più attuale) consiglio il bellissimo Ted talk “Where are you local?” (clicca qui per il TED talk di Taiye Selasi).
CONCLUSIONI
Questo post di oggi serve essenzialmente come reminder per me, ma anche per tutti voi, per ricordare quanto siamo fortunati e anche che non dobbiamo dare tutto questo per scontato, ma anzi trovare il miglior modo per sfruttare questa condizione in un modo costruttivo.
[EN]
Guys! we are so damn lucky!
If you have a roof above your head, food everyday, clean water and some money in your pocket, you already have to consider yourself pretty lucky.
Even more if you are part of the young generation and you have access to the Internet.
That is what I am talking about:
We have some very powerful tools in our hands
and we should not take them for granted!
Those super tools are:
Internet, English and the possibility to move in the world more easier than before.
It has never been so easy like nowadays to move in the World and to communicate with other people.
The young generation has this great luck and chance at its disposal.
The main reasons are, in my opinion, Internet, the globalization, Europe (in my case), and English as a common language.
I was born in 1990. We have been part of the first "Erasmus Programme generation", moving abroad to study, getting in touch with other young people from different coutries, expanding our horizons and possibilities, which means also being in contact with other cultures.
I'll go a litte into details of these three blessings we have, before telling you my final conclusion:
INTERNET
In Internet there is everything.
It's a huge source of learning: you can learn pretty much everything through Internet, find things and people, answer questions, get in touch with persons on the other side of the globe. It's a pretty free platform for self marketing and publicity too. It's a way to communicate with a very large number of people and it is potentially possible to reach a super wide audience.
Attention: as many good things, it has a darkside: Internet can be a supertool if you can use it correctly. But if you end up procrastinating on Youtube watching kitties or if you don't pay attention at the sources of information, it can become of course a big limit for your personal growth :P
ENGLISHit's our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.
MOVE
Nowadays it is cheaper to travel, easier to book a plane ticket (or bus! or high speed train! or car sharing!) and go somewhere far away from our hometown. Just think about it and realize how difficult and rare it was for our grandparents to move!
In Europe it is even easier, because we don't need any visa to cross the borders and we have the same currency!
Guys! we are so damn lucky!
If you have a roof above your head, food everyday, clean water and some money in your pocket, you already have to consider yourself pretty lucky.
Even more if you are part of the young generation and you have access to the Internet.
That is what I am talking about:
We have some very powerful tools in our hands
and we should not take them for granted!
Those super tools are:
Internet, English and the possibility to move in the world more easier than before.
It has never been so easy like nowadays to move in the World and to communicate with other people.
The young generation has this great luck and chance at its disposal.
The main reasons are, in my opinion, Internet, the globalization, Europe (in my case), and English as a common language.
I was born in 1990. We have been part of the first "Erasmus Programme generation", moving abroad to study, getting in touch with other young people from different coutries, expanding our horizons and possibilities, which means also being in contact with other cultures.
I'll go a litte into details of these three blessings we have, before telling you my final conclusion:
INTERNET
In Internet there is everything.
It's a huge source of learning: you can learn pretty much everything through Internet, find things and people, answer questions, get in touch with persons on the other side of the globe. It's a pretty free platform for self marketing and publicity too. It's a way to communicate with a very large number of people and it is potentially possible to reach a super wide audience.
Attention: as many good things, it has a darkside: Internet can be a supertool if you can use it correctly. But if you end up procrastinating on Youtube watching kitties or if you don't pay attention at the sources of information, it can become of course a big limit for your personal growth :P
ENGLISHit's our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.
MOVE
Nowadays it is cheaper to travel, easier to book a plane ticket (or bus! or high speed train! or car sharing!) and go somewhere far away from our hometown. Just think about it and realize how difficult and rare it was for our grandparents to move!
In Europe it is even easier, because we don't need any visa to cross the borders and we have the same currency!
Many times, while travelling abroad and meeting other boys and girls like me, I felt a sense of belonging to the same huge young generation of globalization.
When I was in Toronto I felt this even more. Toronto is the most multicultural city in the World! Everyone you meet there is actually from Toronto, but everyone with his own personal and different backgroud.
When I was in Toronto I felt this even more. Toronto is the most multicultural city in the World! Everyone you meet there is actually from Toronto, but everyone with his own personal and different backgroud.
Many times it felt weird to ask people: “Where are you from?” It's sometimes nonsense and not enough anymore. A good question could be: “What's your background?” or “Where are you local?” (as a very interesting Ted talk by Taiye Selasi suggested).
CONCLUSION
SO this post is basically to remind myself and everyone else
that we are so lucky, we should not take all this for granted, but we should think about how we can use this in the best constructive way.
(Note, I am European and I talk especially about Europe, because that is my personal experience. But if there is some reader out there from other part of our planet, I would be glad to hear their opinion about this).
CONCLUSION
SO this post is basically to remind myself and everyone else
that we are so lucky, we should not take all this for granted, but we should think about how we can use this in the best constructive way.
(Note, I am European and I talk especially about Europe, because that is my personal experience. But if there is some reader out there from other part of our planet, I would be glad to hear their opinion about this).
__________________________________________________________________________________
[IT]
(even if you are Italian.... why don't make an effort and just practice your English? :P)
Spesso mi fermo a pensare che la mia generazione è molto fortunata, si trova in un momento interessante e vive in un'epoca meravigliosa: abbiamo una potenzialità immesa e di questo oggi voglio parlare.
Siamo d'accordo che ci troviamo nella fetta fortunata del pianeta, anche solo perché abbiamo cibo tutti i giorni, acqua pulita e un tetto sopra la testa.
Oggi qui vi voglio dire perché secondo me siamo ancora più fortunati, specialmente se facciamo parte della generazione giovane (diciamo under trenta, dai!)
Sto parlando in particolare di tre super poteri che abbiamo oggigiorno: Internet, la lingua inglese come idioma comune e la possibilità di viaggiare più facilmente di prima.
Non è mai stato facile come oggi muoversi e comunicare.
Specialmente le giovani generazioni hanno in mano queste grandi chances e opportunità.
I principali punti su cui mi voglio concentrare sono internet, la globalizzazione, l'Europa e l'inglese.
La mia generazione è stata una delle prime generazioni Erasmus e ha avuto la grande fortuna di trascorrere un periodo più o meno lungo all'estero, conoscere altri giovani di altre nazioni, espandere i propri orizzonti e le proprie possibilità e entrare un contatto diretto con altre culture.
Entro nel dettaglio dei singoli punti e poi vi esongo la mia conclusione:
Considerate i seguenti punti: - siamo stati la prima generazione Erasmus
- costi viaggi proporzionalmente più affordabili
- lingua comune inglese
- internet, comunicazione senza limiti!
INTERNET
In internet c'è tutto. Internet è un'immensa fonte di apprendimento, se si sa dove cercare. Con questo potente mezzo, che oggi abbiamo praticamente tutti e praticamente a costo zero, possiamo imparare qualsiasi cosa, trovare cose e persone, trovare risposte, essere in contatto con persone dall'altro lato del globo. E' addirittura possibile usarlo come piattaforma per auto pubblicizzarsi. Si può comunicare con una fetta molto grande di persone ed è potenzialmente possibile raggiungere un grande numero di utenti.
Attenzione però: come ogni buona cosa, ha un lato oscuro. Infatti Internet è un super aggeggio se lo si sa usare correttamente. Per fare questo bisogna per esempio controllare le fonti che si usano e non procrastinare in mille modi su Youtube o altrove.
ENGLISH( questa non la traduco per principio)
It is our common language, makes everything easier and also the "strangers" more close to us. Always remember that communication is the base!
Generally speaking, we are scared from things we don't know and don't understand. A common language is therefore a first step against xenophobia and towards a feeling of a bigger community.
Muoversi/viaggiare
Ormai viaggiare costa relativamente poco, soprattutto se paragonato all'epoca dei nostri nonni. E' assai più facile prenotare un volo, un pullman, un treno o anche un passaggio in macchina (car-pooling o sharing).
In Europa è ancora più facile e dobbiamo renderci conto della fortuna che abbiamo di poter attraversare i confini senza nemmeno accorgercene, senza bisogno di visti, permessi o di cambiare moneta!
Molte volte, viaggiando all'estero e incontrando altri ragazzi e ragazze come me, ho sentito un senso di appartenenza a questa grande generazione della globalizzazione. E' una sensazione estremamente bella, che mi dà un sacco di speranza nel futuro.
Quando mi trovavo a Toronto ho sentito qualcosa di molto simile.
Toronto è la città più multiculturale al mondo! Ogni persona che incontravo era effettivamente di Toronto, ma ognuno aveva un personale e diverso background.
Molte volte sembrava strano chiedere "Where are you from?" e in effetti talvolta è una domanda senza senso oppure non è abbastanza. E' proprio in quella metropoli che ho imparato invece a chiedere "What's your background?", che trovo una domanda geniale.
Per approfondire questo argomento molto interessante (e a mio parere sempre più attuale) consiglio il bellissimo Ted talk “Where are you local?” (clicca qui per il TED talk di Taiye Selasi).
CONCLUSIONI
Questo post di oggi serve essenzialmente come reminder per me, ma anche per tutti voi, per ricordare quanto siamo fortunati e anche che non dobbiamo dare tutto questo per scontato, ma anzi trovare il miglior modo per sfruttare questa condizione in un modo costruttivo.
(Nota finale, anche se mi pare ovvia. In quanto italiana e europea, io parlo della mia esperienza in questo continente e nella mia fortunata condizione. Parlo della mia esperienza personale, ma so bene che altrove questa stessa generazione può viverla diversamente. Sarebbe anzi interessante sentire il parere di qualcun altro che si trova per esempio in un altro continente o emisfero).
Tuesday, September 5, 2017
BACKUP
Il BACKUP è il salvataggio del lavoro fatto su diversi supporti.
Va fatto almeno su un hard disk esterno, nei migliori dei casi anche su un secondo supporto esterno.
Il backup è quella cosa che se non la fai, ti mangi le mani.
Il backup è utilissimo in caso di perdita di dati (ahimè, succede).
Sviste, crash del programma, furto, incendio, cadute rovinose dalle scale, rapimento alieni... tutto.
E' ottimo poter recuperare l'ultima versione salvata, per non dover perdere tutto il lavoro fatto.
Soprattutto quando si lavora su commissioni e per o con altre persone, è di vitale importanza avere la sicurezza di uno o più backup.
In questi casi è bene fare rientrare il momento del backup a fine giornata dentro la routine quotidiana. (vedi il post correlato sulle buone abitudini)
Un paio di consigli:
il doppio backup: come accennato prima, è bene avere due supporti su cui salvare il lavoro fatto. Perché non si sa mai ("non si sa mai" è il mantra del backup) e perché tutto potrebbe accadere anche a un hard disk.
E' bene anche tenere i vari supporti in posti diversi, però!
il doppiodoppio backup
E' un metodo che credo di avere inventato, ma forse esiste già.
Essendo una persona ansiosa, non si è mai abbastanza sicuri. Per questo uso il doppiodoppio backup.
Significa avere come backup non solo l'ultima versione fatta, ma anche la penultima, che non si sa mai.
La procedura, per non confondersi è questa (solo per ansiosi professionisti):
- giorno 1:
Salvare sull'hard disk la versione salvata del progetto:
Es:
"Progetto".
- giorno 2
Dopo essere andati avanti col progetto, a fine giornata backuppare.
Non eliminare il vecchio backup! ma rinominarlo:
"Progetto_old"
e poi accanto backuppare la nuova versione e chiamarla "Progetto".
- dal giorno 3 in avanti la procedura sarà questa:
eliminare il "Progetto_old"
rinominare il "Progetto" con "Progetto_old"
E backuppare la nuovissima versione con il nome "Progetto".
Volendo si può aggiungere la data, se avete paura di confondervi.
Make sense? Spero di sì, perché in realtà è più complicato a parole che nei fatti.
Ho lavorato con degli studi che semplicemente creavano una cartella chiamata "old" e lì dentro trascinavano tutti i vecchi backup, chiamati Progetto_V_01, Progetto_V_02, Progetto_V_03....etc
Ma per fare così serve un' enorme quantità di spazio e non sempre ce lo possiamo permettere, soprattutto con intere cartelle di progetto.
Ultimo tipp, per backup arrangiati: Backup online: Dropbox, Google Drive.. sono piattaforme online si solito usate per la condivisione di dati, a mali estremi e per dimensioni non troppo grosse possono essere usati anche come backup.
Ultimo mantra sempre utile che ho imparato alla scuola di animazione:
"salva spesso, salva adesso"!
Va fatto almeno su un hard disk esterno, nei migliori dei casi anche su un secondo supporto esterno.
Il backup è quella cosa che se non la fai, ti mangi le mani.
Il backup è utilissimo in caso di perdita di dati (ahimè, succede).
Sviste, crash del programma, furto, incendio, cadute rovinose dalle scale, rapimento alieni... tutto.
E' ottimo poter recuperare l'ultima versione salvata, per non dover perdere tutto il lavoro fatto.
Soprattutto quando si lavora su commissioni e per o con altre persone, è di vitale importanza avere la sicurezza di uno o più backup.
In questi casi è bene fare rientrare il momento del backup a fine giornata dentro la routine quotidiana. (vedi il post correlato sulle buone abitudini)
Un paio di consigli:
il doppio backup: come accennato prima, è bene avere due supporti su cui salvare il lavoro fatto. Perché non si sa mai ("non si sa mai" è il mantra del backup) e perché tutto potrebbe accadere anche a un hard disk.
E' bene anche tenere i vari supporti in posti diversi, però!
il doppiodoppio backup
E' un metodo che credo di avere inventato, ma forse esiste già.
Essendo una persona ansiosa, non si è mai abbastanza sicuri. Per questo uso il doppiodoppio backup.
Significa avere come backup non solo l'ultima versione fatta, ma anche la penultima, che non si sa mai.
La procedura, per non confondersi è questa (solo per ansiosi professionisti):
- giorno 1:
Salvare sull'hard disk la versione salvata del progetto:
Es:
"Progetto".
- giorno 2
Dopo essere andati avanti col progetto, a fine giornata backuppare.
Non eliminare il vecchio backup! ma rinominarlo:
"Progetto_old"
e poi accanto backuppare la nuova versione e chiamarla "Progetto".
- dal giorno 3 in avanti la procedura sarà questa:
eliminare il "Progetto_old"
rinominare il "Progetto" con "Progetto_old"
E backuppare la nuovissima versione con il nome "Progetto".
Volendo si può aggiungere la data, se avete paura di confondervi.
Make sense? Spero di sì, perché in realtà è più complicato a parole che nei fatti.
Ho lavorato con degli studi che semplicemente creavano una cartella chiamata "old" e lì dentro trascinavano tutti i vecchi backup, chiamati Progetto_V_01, Progetto_V_02, Progetto_V_03....etc
Ma per fare così serve un' enorme quantità di spazio e non sempre ce lo possiamo permettere, soprattutto con intere cartelle di progetto.
Ultimo tipp, per backup arrangiati: Backup online: Dropbox, Google Drive.. sono piattaforme online si solito usate per la condivisione di dati, a mali estremi e per dimensioni non troppo grosse possono essere usati anche come backup.
Ultimo mantra sempre utile che ho imparato alla scuola di animazione:
"salva spesso, salva adesso"!
Monday, August 21, 2017
La SOLITUDINE dei freelancers
Essere freelance significa non avere un datore di lavoro, ma fare da sè. Significa essere un libero professionista che si autogestisce tutto quanto e cerca dei clienti per cui lavorare.
E' un modo di lavorare molto autonomo che offre grandi libertà, ma che allo stesso tempo richiede estrema organizzazione e intraprendenza.
Ho deciso di lanciarmi in questo mondo appena finita la mia formazione e qui cercherò di spiegare quello che ho imparato (e sto ancora imparando) e di descriverne i pro e i contro. Ovviamente mi riferisco al mio campo ( nel senso più ampio: animazione, video making, illustrazione), ma cercherò di comprendere anche aspetti generali che possono essere applicati a tutti i freelancer.
In quanto freelance dovrai essere un tuttofare!
This is a one-man-show, baby!
Sarai il tuo capo, l'operaio, il contabile, il responsabile del marketing e delle relazioni col pubblico, il tuo agente, ...tutto!
Come si può dedurre da questo blog estremamente maniacale e fatto di liste, sono una persona piuttosto organizzata con una lieve mania al controllo :P
Questo mi rende sicuramente la vita da freelance più facile.
PRO
- lavorare da casa
ossia, in pigiama, senza perdere ore nel traffico
- più in generale, avere una flessibilità quasi illimitata riguardo spazio e tempo:
puoi decidere di lavorare al mare, dalla cantina, dal Polo nord, di notte o all'alba o di domenica. L'importante è fare le cose bene entro la deadline stabilita, tutto il resto delle variabili che gravitano attorno puoi gestirle come vuoi.
- possibilità di scegliere i propri clienti e lavori
all'inizio probabilmente accetteremo qualsiasi tipo di lavoro per poter ingranare, ma col tempo emergerà questo lato positivo della vita da freelancer: non dover accettare un lavoro assegnato dal capo, ma cercare/accettare i progetti che ci stimolano, che rientrano "nei nostri schemi", che ci piacciono! Inoltre è possibile anche scegliere la propria tariffa oraria, siccome siamo noi a emettere i nostri preventivi. (vedi come fare un preventivo e come fare una fattura)
Insieme a questo punto aggiungerei anche che i lavori che si fanno sono più "personali", rispecchiano il proprio stile, possono tranquillamente andare a rimpolpare il portfolio e sono lavori decisamente più "artistici".
- lavorare all'estero, dall'estero, per l'estero
questo è per me un punto a favore a priori di questo tipo di approcio al lavoro, che mi permette di lavorare con più paesi contemporaneamente (e pagare le tasse in uno solo).
CONTRO
- è difficile tutta questa organizzazione per chi tende alla procrastinazione o ha bisogno di essere spronato, ispirato, o avvertito delle imminenti deadlines.
- lo stesso "pro" dell'essere a casa propria si può facilmente tramutare in un "contro" se siete propensi a distrarvi col gatto, surfando iternet, dormendo eccessivamente al mattino e aprendo il frigo. Diciamocelo, la propria casa non è esattamente un posto buono per concentrarsi.
Inoltre lavorare, vivere, dormire e mangiare tra 4 mura a volte si rivela un tantino TROPPO.
- Limiti di attrezzatura
Non essere in uno studio/ufficio comporta limiti di attrezzatura, spazio, tecnologia. In uno studio ti viene fornita una bella postazione, una sedia adatta al tuo lavoro, un PC, tutti i softwares che ti servono, una postazione come si deve, e altri "lussi" extra come per esempio una fotocopiatrice o un server potentissimo per backuppare tutto quanto... Come freelance, invece, tu crei la tua postazione in un angolino del tuo soggiorno o della tua camera, cerchi una sedia che non ti distrugga la schiena e compri tutta l'attrezzatura. Come freelance tu pagherai per tutto questo e ne sarai responsabile. Se il computer muore vicino a una consegna, tu ne sei responsabile e devi risolvere al più presto il problema.
Questo è forse per me il punto più rilevante. Innanzitutto perché sono estremamente nomade e mi è difficile avere una postazione decente, in secondo luogo perché mi è già successo di avere problemi tecnici e di dover sistemare la faccenda al più presto con le mie sole forze.
- Asocialità
Il fatto di non dovere uscire la mattina e aspettare alla fermata, prendere un bus, camminare per la città, prendere ascensori, interagire con segretarie e colleghi... porterà facilmente a passare alcune giornate interamente chiusi in casa e da soli. E a non incontrare esseri umani a volte per giornate intere. Questo è un po' alienante e, secondo me, non esattamente salutare.
- Feedbacks
altro punto piuttosto cruciale per me: in un lavoro artistico (forse anche in altri!) c'è bisogno di un feedback esterno riguardo al progetto su cui stai lavorando. Dopo ore, giorni, settimane che si suda su un progetto, si perde un po' oggettività ed è difficile valutare lucidamente come si sta procedendo. Un opinione di una persona esterna è sempre un bene e da freelancer nomade è una delle cose che mi manca di più in assoluto. Per fortuna ci sono internet, skype e animatori gentili disponibili, ma a volte non bastano. Avere un buon amico che sa di cosa stai parlando e che ha un buon gusto e competenza è, in questi casi, essenziale.
- movimento
last but not least: sembra banale, ma per tante persone in questo mondo il viaggio casa-ufficio è l'unico movimento fisico che si fa. Un po' di bici, un po' di scale, un po' di corridoi... E' importante non diventare un freelancer couch potato e integrare nella propria routine del movimento fisico, dello sport. Questo si può combinare con la "cura all'asocilità", trovando anche contatti sociali esterni, ma mi dilungherò più sotto a riguardo.
In conclusione
Per essere freelancer sani bisogna, come in ogni cosa, saper trovare il nostro personale e giusto equilibrio che non ci fa diventare matti e che ci permette di vivere (non solo sopravvivere!).
Forse non tutti siamo nati per essere freelancer, perché bisogna essere piuttosto intraprendenti, organizzati e flessibili, ma tutto si può imparare (e io imparo ogni giorno un nuovo pezzetto)!
Idee, trucchetti, consigli (il solito miscellaneous finale)
- I classici coworking sono studi dove tanti freelancers solitari si mettono insieme e condividono uno spazio. Ognuno lavora per i fatti suoi, ma in un ambiente più sociale e con l'impressione di avere colleghi!
Questo è bene per diversi motivi. Crea interazione sociale, ti fa uscire di casa, offre tanti feedbacks in un raggio d'azione piuttosto limitato e crea anche social commitments, cioè l'impressione di dover rendere conto ad altri del proprio lavoro e della propria produttività.
- Creare una routine nella non routine
Come freelancer sembra non avere una routine, perché non si hanno orari da rispettare, meetings, pause pranzo, ponti e weekend di vacanza. E' però bene crearsi una propria personale routine di vita e lavoro, in modo da non farsi divorare dal lavoro.
- Per questo fine è utile cercare nel mondo esterno alcune attività, gruppi per fare altre cose non lavorative, come hobbies o sports. Con uno sport oltre al problema sociale risolviamo anche quello del movimento, accennato poco sopra!
In ultimo, è bene cercare di prendere parte a eventi legati al nostro campo. Nel mio caso per esempio sono importantissimi i festivals di animazione. Servono per non estraniarsi dal proprio mondo lavorativo, servono per restare aggiornati e connessi e per fare networking e ampliare il proprio mercato (vedi post dedicato sugli eventi di animazione).
E' un modo di lavorare molto autonomo che offre grandi libertà, ma che allo stesso tempo richiede estrema organizzazione e intraprendenza.
Ho deciso di lanciarmi in questo mondo appena finita la mia formazione e qui cercherò di spiegare quello che ho imparato (e sto ancora imparando) e di descriverne i pro e i contro. Ovviamente mi riferisco al mio campo ( nel senso più ampio: animazione, video making, illustrazione), ma cercherò di comprendere anche aspetti generali che possono essere applicati a tutti i freelancer.
In quanto freelance dovrai essere un tuttofare!
This is a one-man-show, baby!
Sarai il tuo capo, l'operaio, il contabile, il responsabile del marketing e delle relazioni col pubblico, il tuo agente, ...tutto!
Come si può dedurre da questo blog estremamente maniacale e fatto di liste, sono una persona piuttosto organizzata con una lieve mania al controllo :P
Questo mi rende sicuramente la vita da freelance più facile.
PRO
- lavorare da casa
ossia, in pigiama, senza perdere ore nel traffico
- più in generale, avere una flessibilità quasi illimitata riguardo spazio e tempo:
puoi decidere di lavorare al mare, dalla cantina, dal Polo nord, di notte o all'alba o di domenica. L'importante è fare le cose bene entro la deadline stabilita, tutto il resto delle variabili che gravitano attorno puoi gestirle come vuoi.
- possibilità di scegliere i propri clienti e lavori
all'inizio probabilmente accetteremo qualsiasi tipo di lavoro per poter ingranare, ma col tempo emergerà questo lato positivo della vita da freelancer: non dover accettare un lavoro assegnato dal capo, ma cercare/accettare i progetti che ci stimolano, che rientrano "nei nostri schemi", che ci piacciono! Inoltre è possibile anche scegliere la propria tariffa oraria, siccome siamo noi a emettere i nostri preventivi. (vedi come fare un preventivo e come fare una fattura)
Insieme a questo punto aggiungerei anche che i lavori che si fanno sono più "personali", rispecchiano il proprio stile, possono tranquillamente andare a rimpolpare il portfolio e sono lavori decisamente più "artistici".
- lavorare all'estero, dall'estero, per l'estero
questo è per me un punto a favore a priori di questo tipo di approcio al lavoro, che mi permette di lavorare con più paesi contemporaneamente (e pagare le tasse in uno solo).
CONTRO
- è difficile tutta questa organizzazione per chi tende alla procrastinazione o ha bisogno di essere spronato, ispirato, o avvertito delle imminenti deadlines.
- lo stesso "pro" dell'essere a casa propria si può facilmente tramutare in un "contro" se siete propensi a distrarvi col gatto, surfando iternet, dormendo eccessivamente al mattino e aprendo il frigo. Diciamocelo, la propria casa non è esattamente un posto buono per concentrarsi.
Inoltre lavorare, vivere, dormire e mangiare tra 4 mura a volte si rivela un tantino TROPPO.
- Limiti di attrezzatura
Non essere in uno studio/ufficio comporta limiti di attrezzatura, spazio, tecnologia. In uno studio ti viene fornita una bella postazione, una sedia adatta al tuo lavoro, un PC, tutti i softwares che ti servono, una postazione come si deve, e altri "lussi" extra come per esempio una fotocopiatrice o un server potentissimo per backuppare tutto quanto... Come freelance, invece, tu crei la tua postazione in un angolino del tuo soggiorno o della tua camera, cerchi una sedia che non ti distrugga la schiena e compri tutta l'attrezzatura. Come freelance tu pagherai per tutto questo e ne sarai responsabile. Se il computer muore vicino a una consegna, tu ne sei responsabile e devi risolvere al più presto il problema.
Questo è forse per me il punto più rilevante. Innanzitutto perché sono estremamente nomade e mi è difficile avere una postazione decente, in secondo luogo perché mi è già successo di avere problemi tecnici e di dover sistemare la faccenda al più presto con le mie sole forze.
- Asocialità
Il fatto di non dovere uscire la mattina e aspettare alla fermata, prendere un bus, camminare per la città, prendere ascensori, interagire con segretarie e colleghi... porterà facilmente a passare alcune giornate interamente chiusi in casa e da soli. E a non incontrare esseri umani a volte per giornate intere. Questo è un po' alienante e, secondo me, non esattamente salutare.
- Feedbacks
altro punto piuttosto cruciale per me: in un lavoro artistico (forse anche in altri!) c'è bisogno di un feedback esterno riguardo al progetto su cui stai lavorando. Dopo ore, giorni, settimane che si suda su un progetto, si perde un po' oggettività ed è difficile valutare lucidamente come si sta procedendo. Un opinione di una persona esterna è sempre un bene e da freelancer nomade è una delle cose che mi manca di più in assoluto. Per fortuna ci sono internet, skype e animatori gentili disponibili, ma a volte non bastano. Avere un buon amico che sa di cosa stai parlando e che ha un buon gusto e competenza è, in questi casi, essenziale.
- movimento
last but not least: sembra banale, ma per tante persone in questo mondo il viaggio casa-ufficio è l'unico movimento fisico che si fa. Un po' di bici, un po' di scale, un po' di corridoi... E' importante non diventare un freelancer couch potato e integrare nella propria routine del movimento fisico, dello sport. Questo si può combinare con la "cura all'asocilità", trovando anche contatti sociali esterni, ma mi dilungherò più sotto a riguardo.
In conclusione
Per essere freelancer sani bisogna, come in ogni cosa, saper trovare il nostro personale e giusto equilibrio che non ci fa diventare matti e che ci permette di vivere (non solo sopravvivere!).
Forse non tutti siamo nati per essere freelancer, perché bisogna essere piuttosto intraprendenti, organizzati e flessibili, ma tutto si può imparare (e io imparo ogni giorno un nuovo pezzetto)!
Idee, trucchetti, consigli (il solito miscellaneous finale)
- I classici coworking sono studi dove tanti freelancers solitari si mettono insieme e condividono uno spazio. Ognuno lavora per i fatti suoi, ma in un ambiente più sociale e con l'impressione di avere colleghi!
Questo è bene per diversi motivi. Crea interazione sociale, ti fa uscire di casa, offre tanti feedbacks in un raggio d'azione piuttosto limitato e crea anche social commitments, cioè l'impressione di dover rendere conto ad altri del proprio lavoro e della propria produttività.
- Creare una routine nella non routine
Come freelancer sembra non avere una routine, perché non si hanno orari da rispettare, meetings, pause pranzo, ponti e weekend di vacanza. E' però bene crearsi una propria personale routine di vita e lavoro, in modo da non farsi divorare dal lavoro.
- Per questo fine è utile cercare nel mondo esterno alcune attività, gruppi per fare altre cose non lavorative, come hobbies o sports. Con uno sport oltre al problema sociale risolviamo anche quello del movimento, accennato poco sopra!
In ultimo, è bene cercare di prendere parte a eventi legati al nostro campo. Nel mio caso per esempio sono importantissimi i festivals di animazione. Servono per non estraniarsi dal proprio mondo lavorativo, servono per restare aggiornati e connessi e per fare networking e ampliare il proprio mercato (vedi post dedicato sugli eventi di animazione).
Wednesday, January 18, 2017
PROCRASTINATION
Procrastination is: doing everything BUT the thing you should do.
Procrastination kills your work, creativity, your mood and also social life.
TIPPS not to procrastinate:
- LOG OUT from social networks & co (in casi estremi meglio direttamente scollegare il wifi)
- have a easy list in front of you of the steps you need to follow (desktop's sticky notes are very useful!)
- social committment: dì a qualcuno intorno a te che stai cercando di non procrastinare. Dovere rendere conto a qualcun altro spesso ci aiuta a tenere saldi i nostri propositi.
- Per i più propensi alla distrazione e alla procrastinazione: anti procrastination desktop
E per finire:
Animation I love about PROCRASTINATION :))))) :
https://vimeo.com/9553205
Procrastination kills your work, creativity, your mood and also social life.
TIPPS not to procrastinate:
- LOG OUT from social networks & co (in casi estremi meglio direttamente scollegare il wifi)
- have a easy list in front of you of the steps you need to follow (desktop's sticky notes are very useful!)
- social committment: dì a qualcuno intorno a te che stai cercando di non procrastinare. Dovere rendere conto a qualcun altro spesso ci aiuta a tenere saldi i nostri propositi.
- Per i più propensi alla distrazione e alla procrastinazione: anti procrastination desktop
E per finire:
Animation I love about PROCRASTINATION :))))) :
https://vimeo.com/9553205
Tuesday, December 13, 2016
BRAINSTORMING
definition
what is BRAINSTORMING
It is a relaxed approach, for problem solving, or for finding new ideas, to get unstuck.
To get away from the normal way of thinking (see also THINK OUTSIDE THE BOX)
stress --> no creativity
(FOCUSED ON WORK/ ON ART)
how?
Brainstorming can be idividual or group activity.
There are pros and cons for both of them.
It's probably a good idea to start with an individual session.
To get the most out of your individual brainstorming session, choose a comfortable place to sit and think. Minimize distractions so that you can focus on the problem at hand, and consider using mind maps to arrange and develop ideas
For a group-brainstorming it's important first of all to be with people you feel comfortable with.
Then criticism should be banned, at the beginning it's important to feel free and let the ideas and thoughts flow, whatever they may be.
PREPARATION:
- no stress
- visualize your goal
- set limits (time, budget, material technique..) , give yourself some more if you feel you need them
TECHNIQUES:
- set limits
- explore your experiences/memories
- change perspective
- connect random words
(there are some online "random words generator", pretty good for this purpose, but also a book or random free thoughts should work well)
- make mind maps
(post-it and blackboard are good tools)
- freeflow writing
creative writing: it could be very useful to wite down everything you think, write a poem, or a letter, or a page of diary. Improvisation is the key and will gives amazing and unpredicted results.
- ask for opinions/feedbacks = talk to other people
- reverse brainstorming: starts from the end
- write random titles, titles that sound good to you (you could combine this with the random words generator, and build up nice titles containing a random word), OR go to a library and just read titles on books' covers.
TIPPS:
- go outside - change environment
- take naps
- meditate
- make some breaks, healthy snack
- be always ready for taking notes - have a dreams journal next to your bed, have paper and pen always with you
- keep asking questions (to yourself, to others)
- After a first personal visualisation, research for inspiration, reference
- check what exists already
- get inspired (for ex: Ted talks, books, cool conversations)
DONT WASTE TIME W BRAINSTORMING TRY TO GET DOWN TO BUSINESS/WORK AS SOON AS POSSIBLE
what is BRAINSTORMING
It is a relaxed approach, for problem solving, or for finding new ideas, to get unstuck.
To get away from the normal way of thinking (see also THINK OUTSIDE THE BOX)
stress --> no creativity
(FOCUSED ON WORK/ ON ART)
how?
Brainstorming can be idividual or group activity.
There are pros and cons for both of them.
It's probably a good idea to start with an individual session.
To get the most out of your individual brainstorming session, choose a comfortable place to sit and think. Minimize distractions so that you can focus on the problem at hand, and consider using mind maps to arrange and develop ideas
For a group-brainstorming it's important first of all to be with people you feel comfortable with.
Then criticism should be banned, at the beginning it's important to feel free and let the ideas and thoughts flow, whatever they may be.
PREPARATION:
- no stress
- visualize your goal
- set limits (time, budget, material technique..) , give yourself some more if you feel you need them
TECHNIQUES:
- set limits
- explore your experiences/memories
- change perspective
- connect random words
(there are some online "random words generator", pretty good for this purpose, but also a book or random free thoughts should work well)
- make mind maps
(post-it and blackboard are good tools)
- freeflow writing
creative writing: it could be very useful to wite down everything you think, write a poem, or a letter, or a page of diary. Improvisation is the key and will gives amazing and unpredicted results.
- ask for opinions/feedbacks = talk to other people
- reverse brainstorming: starts from the end
- write random titles, titles that sound good to you (you could combine this with the random words generator, and build up nice titles containing a random word), OR go to a library and just read titles on books' covers.
TIPPS:
- go outside - change environment
- take naps
- meditate
- make some breaks, healthy snack
- be always ready for taking notes - have a dreams journal next to your bed, have paper and pen always with you
- keep asking questions (to yourself, to others)
- After a first personal visualisation, research for inspiration, reference
- check what exists already
- get inspired (for ex: Ted talks, books, cool conversations)
DONT WASTE TIME W BRAINSTORMING TRY TO GET DOWN TO BUSINESS/WORK AS SOON AS POSSIBLE
Tuesday, November 8, 2016
ottimizzare
cosa significa ottimizzare
Ottimizzare significa portare a una condizione o a un risultato che possano essere considerati i migliori possibili.
Si ottimizzano tempo risorse (umane, finanziarie..), energie.
Significa non sprecare, usare bene, usare al meglio, in modo che performino al massimo delle loro potenzialità.
perché ottimizzare
conviene:
si riparmia tempo e soldi, si ottengono migliori risultati e con un team più felice e motivato (leggere: meno frustrato)
come ottimizzare
questo spero di spiegarlo con tutti i contenuti di questo blog
count what you have and get the best out of it!
focus on your skills!
in soldoni:
- si analizza il tempo e le capacità che si hanno
- si analizza (e visualizza) il risultato che si vuole raggiungere
- si individuano gli step essenziali per raggiungere tale scopo
- si divide il tempo in modo razionale i modo da svolgere tutti i compiti nell'ordine più funzionale
- stick to the plan, cioè non si sgarra, ci si forza di restare nei piani stabiliti (si deve avere una motivazione!)
practical tipps
- train yourself to focus on things
- don't waist time: train yourself to stay away from procrastination (see: procrastination) and get healthy habits (see: how to change your habits)
- keep a clear in-box
- use lists (see: lists)
- know your priorities (see: priorities)- learn how to work in groups and how to empower others (see: how to be a good leader)
Ottimizzare significa portare a una condizione o a un risultato che possano essere considerati i migliori possibili.
Si ottimizzano tempo risorse (umane, finanziarie..), energie.
Significa non sprecare, usare bene, usare al meglio, in modo che performino al massimo delle loro potenzialità.
perché ottimizzare
conviene:
si riparmia tempo e soldi, si ottengono migliori risultati e con un team più felice e motivato (leggere: meno frustrato)
come ottimizzare
questo spero di spiegarlo con tutti i contenuti di questo blog
count what you have and get the best out of it!
focus on your skills!
in soldoni:
- si analizza il tempo e le capacità che si hanno
- si analizza (e visualizza) il risultato che si vuole raggiungere
- si individuano gli step essenziali per raggiungere tale scopo
- si divide il tempo in modo razionale i modo da svolgere tutti i compiti nell'ordine più funzionale
- stick to the plan, cioè non si sgarra, ci si forza di restare nei piani stabiliti (si deve avere una motivazione!)
practical tipps
- train yourself to focus on things
- don't waist time: train yourself to stay away from procrastination (see: procrastination) and get healthy habits (see: how to change your habits)
- keep a clear in-box
- use lists (see: lists)
- know your priorities (see: priorities)- learn how to work in groups and how to empower others (see: how to be a good leader)
Subscribe to:
Posts (Atom)

